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Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara Ansa

Decreto Scuola, ok del CdM al testo: cosa prevede sugli stranieri

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al testo del Decreto Scuola, già anticipato da Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara: ecco le misure

4 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto Scuola, il provvedimento annunciato nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Sono diverse le novità contenute nel provvedimento, in particolare per quanto riguarda la frequentazione della scuola da parte di studenti e studentesse senza la cittadinanza italiana. La presidente del Consiglio ha espresso soddisfazione sui social per il risultato ottenuto.

Via libera al testo del Decreto Scuola

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge dedicato al mondo della scuola. Il provvedimento aveva già suscitato un ampio dibattito prima dell’esame in Cdm. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva già anticipato il provvedimento, così come il ministro Valditara, che nei giorni precedenti ne aveva illustrato alcuni punti..

Il decreto legge contiene più norme, che riguardano principalmente gli studenti stranieri presenti nelle classi italiane. Tra le misure figurano anche percorsi gratuiti di lingua italiana per i genitori degli alunni nei casi in cui persistenti barriere linguistiche ostacolino l’integrazione scolastica. Sono previsti anche dei fondi per il potenziamento linguistico.

Il commento di Giorgia Meloni al sì del Cdm

Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto dedicato alla scuola. "Un limite del 30% nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano, più strumenti per imparare la nostra lingua e stop a burqa e niqab a scuola", ha scritto la premier sui social.

Per Meloni si tratta di "strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità".

La leader di Fratelli d’Italia ha poi sottolineato che "è questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto".

La polemica di Valditara sulle indiscrezioni trapelate

Giuseppe Valditara in conferenza stampa ha risposto alle domande sulla bozza circolata prima del Cdm. "Io non so chi dia queste bozze. Evidentemente qualcuno dell’opposizione", ha polemizzato il ministro dell’Istruzione e del Merito.

In quei testi era prevista, in caso di mancata osservanza del percorso linguistico, anche l’ipotesi di collocamento del minore fuori dalla famiglia. "Le pare che noi facciamo l’allontanamento del minore?", ha affermato il ministro. Dopo l’approvazione del decreto, Valditara ha spiegato che per i genitori che non assolvono il percorso di lingua italiana sono previste sanzioni da 200 a 1.000 euro.

Giuseppe Valditara ha poi aggiunto: "Il nostro obiettivo è mettere al centro l’italiano come grande strumento di integrazione; conoscere l’italiano significa avere possibilità di successo scolastico e quindi effettivamente integrarsi". Riferendosi alle circolari di Sergio Mattarella di qualche anno fa, ha poi specificato che questo intervento non ha "nulla a che vedere con vecchie circolari che riguardavano soltanto un generico numero di stranieri per classe".

Cosa prevede il testo del Decreto Scuola

Il testo del Decreto Scuola approvato in Consiglio dei Ministri affronta diversi punti, a partire dal tetto del 30% di studenti stranieri con competenze linguistiche insufficienti presenti all’interno delle classi italiane. Sono esclusi dal provvedimento gli studenti nati in Italia e quelli arrivati in un secondo momento ma che hanno frequentato due anni di scuola dell’infanzia o tre anni di scuola dell’obbligo senza bocciature nel nostro Paese. La norma entrerà in vigore dall’anno scolastico 2027/2028 e riguarderà le classi prime della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

In caso di impossibilità di rispettare il tetto, gli Uffici scolastici di ambito territoriale, d’intesa con i dirigenti scolastici, dovranno adottare misure organizzative per distribuire gli alunni tra le istituzioni scolastiche vicine, nel rispetto del principio di prossimità e tenendo conto del domicilio e delle comprovate esigenze familiari. Per le scuole nelle quali non sarà possibile rispettare il tetto sono previsti fondi per attività extracurricolari di potenziamento dell’italiano: 3,4 milioni di euro per il 2027 e 14,1 milioni annui dal 2028

Il decreto include inoltre il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto (burqa e niqab, ma non solo), salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. Per la violazione è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro, applicata al genitore se a commettere la violazione è un minore. Sono state introdotte sanzioni della stessa entità anche per i genitori che non assolvono l’obbligo di frequentare i percorsi gratuiti di lingua italiana previsti nei casi di gravi difficoltà di inserimento scolastico

Il testo prevede il cambio di denominazione degli istituti tecnici e professionali: i primi assumeranno il nome di licei tecnologici, mentre i secondi saranno denominati licei professionali. Confermata anche l’introduzione del latino facoltativo a partire dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado, con un’ora a settimana per un totale di 33 ore durante tutto l’anno. L’insegnamento sarà assegnato ai docenti di italiano, storia e geografia, a patto che abbiano sostenuto un esame annuale o due semestrali di lingua o letteratura latina.