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Decreto scuola, quanti sono gli studenti stranieri da trasferire

Uno studio ha stimato che gli studenti stranieri da trasferire per rispettare il tetto del 30% stabilito dal Decreto scuola sarebbero meno di 300

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il Decreto scuola, che introduce nelle classi prime un tetto del 30% al numero degli studenti stranieri nati all’estero e che non hanno frequentato per alcuni anni il sistema scolastico italiano, continua a far discutere. Ma quanti sono, alla fine, i bambini e i ragazzi da trasferire in altri plessi scolastici secondo la nuova normativa? A dare una risposta è uno studio del Politecnico di Milano, secondo cui sarebbero meno di 300 in tutta Italia.

Cosa prevede il tetto agli stranieri in classe del Decreto scuola

Il 24 settembre il Governo ha approvato un decreto-legge che introduce "misure urgenti per l’integrazione degli studenti stranieri".

Tra queste c’è il tanto discusso tetto del 30% al numero di studenti stranieri per classe. Il decreto stabilisce che nel conteggio della soglia non rientrano tutti gli alunni con cittadinanza straniera. Sono ad esempio esclusi gli studenti che, pur non avendo la cittadinanza italiana, sono nati in Italia (stranieri di seconda generazione), che rappresentano circa i due terzi del totale. Inoltre, la norma riguarda solo la formazione delle classi prime e non sarà applicata alle classi già esistenti.

Nel dettaglio, il Decreto scuola stabilisce che, "per promuovere l’integrazione degli studenti stranieri", dall’anno scolastico 2027/2028 le classi prime saranno formate "in modo da assicurarne un’equilibrata composizione".

Nella scuola primaria, gli studenti stranieri non nati in Italia e che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia "non possono superare il 30 per cento degli alunni di ciascuna classe prima". Alle medie e alle superiori, il limite del 30% riguarda gli studenti stranieri che non hanno frequentato "con esito positivo" il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni.

Il provvedimento stabilisce che nel caso in cui le iscrizioni alle classi prime non consentano il rispetto del limite del 30% per classe, gli uffici scolastici territoriali devono adottare misure organizzative per garantire "un’equilibrata distribuzione tra istituzioni scolastiche limitrofe, nel rispetto del principio di prossimità al domicilio".

Inoltre, il decreto stanzia risorse per attività extracurricolari dedicate al potenziamento delle competenze di base in lingua italiana.

Il numero degli studenti stranieri da "ricollocare" con il Decreto scuola

In pratica, il nuovo decreto comporta la riorganizzazione solo delle classi prime in cui un terzo o più degli studenti è composto da alunni stranieri arrivati in Italia negli ultimi due o tre anni. Una casistica piuttosto rara, come evidenziato da uno studio del Laboratorio di Politica sociale del Politecnico di Milano riportato dal Corriere della Sera.

Secondo le stime del PolMi, basate sui dati del ministero dell’Istruzione relativi all’anno scolastico 2022/2023, il numero degli studenti stranieri eccedenti il tetto, e dunque da trasferire in altre scuole, è pari a 290 in tutta Italia: 120 alunni di prima elementare, 50 studenti di prima media e 120 di studenti di prima superiore. In totale, le classi interessate dal decreto sarebbero 155, meno dello 0,5% del totale delle classi presenti in tutte le scuole italiane.

Gli studenti di prima generazione, cioè nati all’estero, presenti nelle classi prime degli istituti italiani sono circa 69mila. Di questi, solo il 38%, pari a circa 26mila, rientrerebbe nei criteri stabiliti dal decreto. E di questi 26mila, gli alunni concentrati nella stessa classe oltre il tetto del 30% sarebbero poche centinaia: meno di 300 secondo i calcoli del Politecnico di Milano.