Decreto Sicurezza: arresto in flagranza per chi aggredisce i prof
Nel Decreto Sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri è previsto anche l'arresto in flagranza per chi aggredisce prof e presidi: la novità
Nella giornata di giovedì 5 febbraio, il Consiglio dei ministri (Cdm) ha dato il via libera al Decreto Sicurezza. Un pacchetto di misure che, tra le altre cose, introduce anche l’arresto in flagranza per chi aggredisce i prof.
Arresto in flagranza per chi aggredisce il personale scolastico nel dl Sicurezza
Nel Decreto Sicurezza, il decreto-legge recante "disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica" approvato dal Cdm, è previsto anche l’arresto in flagranza differita per le aggressioni agli insegnanti e ai presidi.
Nel dettaglio, il provvedimento estende l’arresto in flagranza differita, che consente di procedere entro le 48 ore dal fatto sulla base di documentazione video-fotografica certa, anche a chi commette atti di lesione, violenza o resistenza ai danni di docenti e dirigenti scolastici nell’esercizio delle loro funzioni, oltre che degli addetti alla rete ferroviaria.
"Si rende così immediatamente operativa la norma sull’arresto in flagranza nei confronti di chi aggredisce il personale scolastico. Entra dunque subito in vigore questo importante provvedimento che tutela chi lavora per il futuro dei nostri figli", ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara all’Ansa.
Questa disposizione, infatti, era già presente in un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri ma ancora al vaglio del Parlamento. Per rendere subito esecutiva la misura, il Governo ha deciso di inserirla nel dl Sicurezza.
Per fare chiarezza: il decreto-legge è un atto normativo adottato dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza che ha valore di legge. Per questo, ciò che viene previsto al suo interno, diventa immediatamente operativo. L’atto è però provvisorio e vale per 60 giorni a meno che, entro due mesi dalla pubblicazione, non venga convertito in legge dal Parlamento.
Nel disegno di legge richiamato è disposto anche il coinvolgimento dei genitori nel percorso educativo dei figli con fragilità, come già previsto, in via sperimentale, dai progetti Agenda Sud e Agenda Nord.
Misure nel Decreto Sicurezza contro la violenza giovanile
Il Decreto Sicurezza prevede anche misure per contrastare la violenza giovanile. Il provvedimento stabilisce il divieto di "vendere o in qualsiasi altro modo cedere a minori di anni diciotto strumenti da punta o da taglio atti ad offendere", come coltelli o lame.
Il divieto riguarda sia negozi fisici che piattaforme online di vendita, nonché la cessione tra privati anche a scopo non commerciale. Questo significa che non si possono regalare coltelli ai minorenni.
I negozi che non rispettano il divieto, sono puniti con sanzioni applicate dal prefetto che vanno:
- da 500 a 3mila euro per la prima violazione fino alla chiusura dell’esercizio commerciale per un periodo non superiore a 15 giorni;
- da mille a 6mila euro in caso di reiterazione fino alla chiusura dell’esercizio commerciale per un periodo compreso tra i 15 e i 45 giorni;
- da 2mila a 12mila euro in caso di ulteriori violazioni fino alla revoca della licenza commerciale.
Per quanto riguarda i siti web che vendono coltelli, nel decreto si evidenzia che dovranno dotarsi di sistemi efficaci di verifica dell’età degli acquirenti. A vigilare sul rispetto degli obblighi per le piattaforme online è l’Agcom.
Infine, il Decreto Sicurezza introduce anche una multa da 200 a mille euro per i genitori o per chi esercita la potestà genitoriale dei minorenni autori di reati legati al porto abusivo di armi o di strumenti atti a offendere. Anche in questo caso, la sanzione viene applicata dal prefetto.