"Definisci bambino", lo sfogo-appello di prof Schettini
Vincenzo Schettini ha pubblicato sui social un video intitolato "Definisci bambino": lo sfogo del prof e il suo appello alle nuove generazioni
Conosciuto per il suo approccio divertente nell’insegnamento della fisica, nel suo ultimo video social Vincenzo Schettini ha scelto di mettere da parte le formule per parlare di coscienza collettiva e responsabilità civile. Con uno stile diretto, empatico e coinvolgente, il prof ha voluto rompere il silenzio su temi che toccano la dignità umana e il futuro delle nuove generazioni. Il suo intervento, intitolato “Definisci bambino“, è uno sfogo-appello in cui invita a riflettere su cosa significhi essere bambini e su quale ruolo debbano assumere i giovani d’oggi di fronte alle ingiustizie del mondo.
Come definire un bambino? Lo sfogo di Schettini
“Non è possibile definire un bambino. È possibile solo ricordarci noi da bambini“. Inizia così il video di Vincenzo Schettini intitolato “Definisci bambino”, tratto da un incontro con alcuni studenti.
Nel suo intervento, il docente invita a guardarsi dentro, a recuperare quella parte di sé che ha conosciuto il gioco, la risata, la leggerezza. “Ognuno di noi è stato bambino, voi poco tempo fa, noi un po’ di più. Siamo stati bambini e avevamo voglia di giocare. Ridere e giocare”.
Ma il suo messaggio va ben oltre il ricordo. Invitare a ricordarsi bambini è il modo con cui prof Schettini vuole denunciare la profonda contraddizione tra l’innocenza dell’infanzia e la brutalità della guerra. “In questo momento quello che sta succedendo, ragazzi, è molto grave“, ha evidenziato l’insegnante.
Schettini non ha citato esplicitamente nessun conflitto, ma il riferimento a “ai popoli privati della propria terra” rende prevedibile un collegamento con la situazione nella Striscia di Gaza e con altri scenari di guerra.
L’appello di prof Schettini agli studenti
Di fronte alle ingiustizie e alle brutalità del mondo, “le persone che devono alzare la testa siete innanzitutto voi”, ha detto Schettini agli studenti, chiamandoli a una presa di coscienza.
“Più vi sentirete fuori dalla partita, più vi metteranno fuori dalla partita”, ha proseguito il prof, ricordando ai giovani che “voi non siete fuori dalla partita, voi siete i protagonisti della partita“. Per questo, “fate sentire la vostra voce, protestate – ha intimato il docente – perché sennò a questi vecchi bacucchi che stanno al potere della vita non gliene frega niente“.
Il suo tono è diretto, senza filtri, e punta a scuotere le coscienze: “Perché tra 10 anni queste persone non ci saranno più. Invece voi dovete farle sentire le vostre voci, dovete dire ‘noi ci siamo’”.
Prof Schettini ha proseguito: “Noi dobbiamo proteggere il mondo, noi dobbiamo proteggere quei popoli ai quali, da un momento all’altro, viene tolta la terra. Ma stiamo scherzando, ragazzi? Dove stiamo arrivando? Mi tolgono la terra, la terra dove sono cresciuto con mia madre, con mio padre, me la tolgono”.
Quello del docente è un appello che chiede ai giovani di non voltarsi dall’altra parte, di essere presenti, consapevoli e attivi: “Voi siete preziosi per noi adulti, per me, per la professoressa, per la preside. Voi siete la nuova generazione che sta costruendo il mondo per i vostri figli”, ha concluso Vincenzo Schettini.
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