Salta al contenuto
Disabili in scuole separate: è bufera in Germania iStock

Disabili in scuole separate, è bufera in Germania

L'ultradestra tedesca vorrebbe abolire l'inclusione nelle scuole e i liberali si oppongono lanciando un allarme sull'integrazione dei bimbi disabili

3 min di lettura

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Spesso si discute sulla separazione o meno degli studenti con disabilità dagli altri. Se la tendenza è quella verso una sempre maggiore inclusività all’interno delle scuole, in Germania si teme che la direzione possa andare nel senso opposto. L’avanzata dell’ultradestra nel Paese metterebbe in pericolo l’integrazione nelle scuole.

La proposta sulle scuole speciali per disabili

In Germania i cittadini della Sassonia Anhalt sono chiamati al voto per rinnovare l’assemblea regionale. Il voto è seguito con particolare attenzione perché potrebbe portare alla formazione di un governo del partito di ultradestra Afd, Alternativa per la Germania.

Se Ulrich Siegmund, leader Afd, dovesse diventare governatore della Sassonia Anhalt, potrebbe passare alla storia come l’uomo dell’apartheid e del segregazionismo nelle scuole tedesche.

L’obiettivo dell’ultradestra sarebbe quello di separare gli studenti con disabilità e gli immigrati facendoli iscrivere in scuole speciali.

Nel 2023 il capo dell’ala più radicale dell’Afp, Björn Höcke, si espresse chiaramente contro il "progetto ideologico dell’inclusione" proclamando che, se fosse diventato governatore della Turingia, l’anno dopo, avrebbe cacciato i disabili nelle scuole speciali.

Qualche mese prima il capo del partito in Baviera, Martin Böhm aveva chiesto lo stesso trattamento per i migranti.

"Vogliamo metterli in classi separate, e mai più con chi parla perfettamente il tedesco. Perché quando mescoli due fluidi, crei sempre un intruglio", aveva detto.

La reazione del capogruppo dei liberali

Andreas Silbersack, capogruppo dei liberali dell’Fdp in Sassonia-Anhalt, ha spiegato appunto che il timore è che l’Afd al potere metta in pratica ciò che ha scritto nel programma elettorale.

"Vogliono abolire l’inclusione nelle scuole. Vogliono mandare nelle scuole speciali disabili e migranti. E io ho l’incubo del giorno in cui il direttore comunicherà a Viktor che non potrà più restare nella sua scuola", ha detto Silbersack a La Repubblica aggiungendo di essere "disgustato. È disumano. È un ritorno al Medioevo".

Andreas Silbersack ha un figlio con sindrome di Down e, in caso di vittoria dell’ultradestra e di iniziative contro l’inclusione nelle scuole, ha detto che "combatterà" come faranno anche tutti gli altri genitori.

La situazione in Germania

Attualmente in Germania l’inclusione nelle scuole sarebbe indietro rispetto all’Italia.

Il 60% dei bambini che hanno bisogni pedagogici particolari frequentano ancora le scuole speciali, ma un sondaggio recente del Deutsches Institut fuer Menschenrechte (Istituto tedesco per i diritti umani)l ha rivelato che l’82% dei genitori è contrario.

Secondo la ricercatrice Brigitte Schlegel "il risultato è un chiaro appello alla politica: i genitori vogliono scuole inclusive". Dalle statistiche sarebbe emerso inoltre che il 73% dei ragazzi disabili abbandona il percorso prima della conclusione se relegato a una scuola speciale.

La Repubblica ha incontrato Michael Zander, professore di Disabilità e Inclusione della Hochschule di Magdeburgo, che si è detto convinto che l’Afd al potere in Sassonia-Anhalt sarebbe "la tomba dell’inclusione".

Secondo il docente, "il senso delle classi separate per i migranti è quello di prepararli al ritorno nei loro Paesi".

Nel programma per la scuola dell’Afd in Sassonia-Anhalt ci sarebbero inoltre proposte per introdurre l’alzabandiera, l’obbligo di cantare l’inno tedesco e il divieto di qualsiasi menzione delle comunità lgbtq+ e di fare lezioni sul rispetto delle diversità.