Dispersione scolastica, Valditara esulta: "Obiettivo raggiunto"
L'Italia raggiunge in anticipo l'obiettivo fissato da Agenda 2030 dell'Ue sulla dispersione scolastica: la soddisfazione del ministro Valditara
"Obiettivo raggiunto". Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara esulta di fronte ai nuovi dati sulla dispersione scolastica in Italia pubblicati dall’Istat. Il paese, infatti, ha raggiunto in anticipo la soglia del 9% fissata da Agenda 2030 dell’Unione europea.
I nuovi dati sulla dispersione scolastica in Italia
La rilevazione Istat Elet – Early Leavers from Education and Training restituisce un quadro "estremamente positivo", ha detto il ministro Giuseppe Valditara. Nel 2025 la dispersione scolastica in Italia si attesta all’8,2%, valore che scende al 6,7% se si considerano soltanto gli studenti con cittadinanza italiana.
Si tratta di un dato significativo, perché consente al Paese di superare con cinque anni di anticipo l’obiettivo del 9% fissato dall’Agenda 2030 dell’Ue, oltre a centrare anche il target del Pnrr, che prevedeva la riduzione dell’abbandono scolastico precoce dal 13,5 al 10,2%.
Nel 2020, durante l’emergenza Covid, l’Italia aveva mancato l’obiettivo europeo del 10%, registrando un tasso di dispersione pari al 14,2%, oltre quattro punti percentuali sopra il limite stabilito. Da allora la curva ha iniziato a scendere in modo costante: 11,5% nel 2022, 10,5% nel 2023, 9,8% nel 2024, fino all’8,2% nel 2025.
Valditara ha evidenziato come l’Italia si collochi oggi in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi europei. Nel 2024, ad esempio, la Germania ha registrato un tasso di dispersione del 12,9%, mentre Estonia (11%), Danimarca (10,4%) e Finlandia (9,6%) hanno mostrato un trend in peggioramento negli ultimi anni.
Restano tuttavia alcune criticità, in particolare per quanto riguarda gli studenti con cittadinanza straniera. Nel 2025 l’abbandono scolastico in questo gruppo si attesta al 26,2%, un dato ancora elevato ma in miglioramento rispetto al 30,1% del 2022.
Vediamo adesso i dati regionali. Nel Mezzogiorno, come riportato dal Sole 24 Ore, la dispersione scolastica è pari al 10,1% (senza Isole è al 8,4%, nelle sole Isole è al 13,7%). In Campania la quota è scesa per la prima volta sotto al 10% (9,7%). Bene anche la Calabria, in cui l’abbandono scolastico si ferma al 6,2%. Nel Nord Italia è al 6,9%, al Centro al 7,7%.
La regione con la dispersione scolastica più bassa è l’Umbria (4,9%), mentre quelle che registrano le percentuali più alte sono la Sicilia (13,7%) e la Sardegna (13,6%). Sopra la media nazionale ci sono anche la Valle d’Aosta (10,4%), la Toscana (9,8%), la Liguria (9,3%), la provincia di Bolzano (9%) e la Puglia (8,6%).
La soddisfazione del ministro Valditara
Secondo il ministro Valditara, che ha parlato di numeri "eloquenti", questo risultato "è anche la conseguenza delle politiche che abbiamo avviato per contrastare la dispersione scolastica: tra gli altri provvedimenti, ricordiamo l’introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per contrastare la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica".
In particolare, ha proseguito, "i dati emersi nella regione Campania sono un esempio inconfutabile di quanto Agenda Sud e Decreto Caivano abbiano funzionato: nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa", ha commentato.
Sul fenomeno dell’abbandono scolastico tra i giovani con cittadinanza straniera, Valditara ha detto che "abbiamo ottenuto una netta progressione anche in questo ambito", visto che il tasso è passato dal 30,1% del 2022 al 26,2% del 2025. "La ancora alta percentuale di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese", ha aggiunto il ministro.
"Il netto calo della dispersione scolastica è un grande risultato per l’Italia intera e per i nostri giovani", ha concluso Giuseppe Valditara.