Divieto dei cellulari a scuola: l'ironia degli studenti su TikTok
Il divieto dei cellulari a scuola scatena gli studenti: l'ironia su TikTok tra meme e sketch con protagonisti "vecchi cimeli" e genitori "antisistema"
L’anno scolastico 2025-2026 si è aperto con una novità: il divieto dell’uso dei cellulari a scuola, anche alle superiori. Alla nuova misura, voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, alcuni studenti hanno reagito con ironia, pubblicando video molto divertenti su TikTok.
Boom di video ironici su TikTok sul divieto dei cellulari a scuola
Una ragazza tira fuori dal cassetto della sua scrivania tutti i vecchi smartphone che non utilizza più. Un’altra cerca di capire che ore sono osservando la posizione del sole: “Pov. Io all’intervallo che cerco di capire che ore sono a seconda della posizione del sole visto che hanno proibito telefoni e smartwatch”. Un ragazzo dà consigli sui giochi da fare durante le ore di lezione senza telefono. Un papà “aggira il sistema” preparando un panino “ripieno con il cellulare” alla propria figlia. Sono solo alcuni dei video che stanno spopolando sui social.
Su TikTok è esplosa una vera e propria ondata di meme e sketch comici che prendono di mira il nuovo divieto degli smartphone a scuola, che da quest’anno è esteso anche alle superiori. Tra i principali protagonisti ci sono telefoni vintage, dispositivi improbabili e una buona dose di creatività. Dai mitici Nokia 3310 alle cornette dei telefoni a disco recuperate dai nonni, passando per walkie-talkie, Game Boy, Nintendo DS fino ai libri da colorare.
Si tratta di video ironici, come hanno sottolineato molti giovani creator, anche se non si può escludere a priori che qualcuno proverà davvero a lasciare negli armadietti un vecchio cellulare che non usa più al posto di quello personale.
Cosa prevede la circolare che vieta gli smartphone a scuola
La circolare numero 3392/2025 del 16 giugno scorso prevede “anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico“. Come ha chiarito il ministro Giuseppe Valditara, infatti, lo smartphone non si può usare neanche a ricreazione: “La nostra indicazione è molto chiara: si entra in classe e si deposita il cellulare, si esce da scuola e si riprende“, ha puntualizzato.
Il provvedimento impone solo il divieto e lascia alle singole scuole il compito di decidere le misure necessarie per farlo rispettare e le sanzioni da adottare in caso di violazione. Le soluzioni messe in campo sono molteplici. La più utilizzata è l’armadietto, dentro al quale gli studenti ripongono lo smartphone prima dell’inizio delle lezioni per poi riprenderlo all’uscita.
Alcuni istituti hanno scelto di diversificare il tipo di infrazione e le relative sanzioni in base alla gravità del comportamento e alla recidiva: si va dal semplice richiamo alla sospensione. Per esempio, all’Istituto comprensivo Elena Corner di Fossò e Vigonovo, la prima volta che uno studente viene trovato in possesso del cellulare riceve un semplice avvertimento. Se l’episodio si ripete, scatta la nota sul registro. Le conseguenze diventano più serie nel caso in cui il dispositivo venga utilizzato attivamente per telefonare, inviare messaggi, giocare o ascoltare musica. In queste situazioni, già al primo episodio si può incorrere in una nota o nella convocazione dei genitori. Per chi persiste nel comportamento scorretto, la scuola prevede la sospensione dalle lezioni, che può variare da uno a cinque giorni. Le misure più dure sono riservate ai casi in cui vengano diffuse immagini o video sui social: in questi casi, la sospensione può arrivare fino a 15 giorni.