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Divieto di smartphone a scuola in Italia iStock

Divieto di smartphone a scuola: la petizione per abolirlo

Contro il divieto degli smartphone a scuola, è stato lanciato un appello per abolirlo: il ministro Valditara, però, è irremovibile nella sua decisione

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’anno scolastico 2025-2026 è iniziato con una stretta all’uso dei dispositivi elettronici in classe: il divieto di smartphone a scuola è stato introdotto da tutti gli istituti, in seguito alle direttive del ministero dell’Istruzione e del Merito. Non tutti sono favorevoli, però, a tale provvedimento. C’è anche chi ha deciso di lanciare una petizione per abolire il divieto di smartphone a scuola. Il ministro Giuseppe Valditara, però, ha già annunciato che non farà dietrofront.

La petizione per abolire il cellulare in classe

Sono tante le voci che si stanno levando contro la normativa del ministero dell’Istruzione e del Merito, che con la circolare ministeriale del 16 giugno ha introdotto il divieto totale di uso di smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado. Il provvedimento ha esteso anche alle scuole superiori le restrizioni previste in altri cicli di studio. Per tutta la giornata scolastica, quindi sia a lezione sia durante l’intervallo, è vietato utilizzare dispositivi elettronici personali. Spetta a ogni istituto aggiornare il Regolamento e il Patto di Corresponsabilità Educativa per seguire le indicazioni date.

Se anche alcuni psicologi hanno lamentato che la misura è incoerente e potrebbe anche risultare inefficace e inutile, ecco che c’è chi si è mosso per cercare di cancellare questo provvedimento introdotto nell’anno scolastico 2025-2026. Su Change.org è stata lanciata una petizione digitale, che chiede l’abrogazione della normativa fortemente voluta dal ministro Giuseppe Valditara. Chi ha lanciato l’appello sostiene che il divieto non solo potrebbe risultare “inefficace”, ma potrebbe anche contribuire “ad aumentare l’ansia tra gli studenti”.

Secondo i promotori della petizione online, le scuole dovrebbero occuparsi di spiegare a ragazzi e ragazze come si usa la tecnologia in modo consapevole e non impedirne l’utilizzo. “In un’era in cui la tecnologia è parte integrante della nostra vita quotidiana, è importante insegnare agli studenti un uso consapevole e responsabile, piuttosto che impedirglielo”, si legge nel testo della petizione.

“Incoraggiamo un ripensamento di tali normative, affinché la salute mentale degli studenti e un utilizzo corretto dei dispositivi tecnologici siano messi al centro dell’educazione moderna. Chiediamo supporto per abrogare il divieto dei cellulari nelle scuole superiori e promuovere un dialogo costruttivo”, hanno spiegato i promotori di questa iniziativa che ha già raccolto diverse firme dal suo lancio.

La risposta di Valditara all’appello

In occasione di un punto stampa ad Ancona, nelle Marche, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara è intervenuto in merito alla questione, sottolineando che non è nelle sue intenzioni fare marcia indietro sulla decisione presa. “Rimango convinto della scelta del divieto del cellulare a scuola. Andiamo avanti decisi, quando sono convinto di una scelta di certo non torno indietro”.

Il titolare del dicastero di viale Trastevere ha poi aggiunto che l’80% degli italiani è favorevole alla misura che vieta l’utilizzo degli smartphone a scuola e che “anche la maggioranza degli studenti è ampiamente favorevole“. Inoltre, ha spiegato che “tutti gli studi stanno dimostrando che l’abuso del cellulare ha un impatto negativo su memoria, fantasia, capacità di concentrazione ed anche sugli apprendimenti”.

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