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Divieto smartphone a scuola, 3 studenti su 4 continuano a usarli iStock

Divieto smartphone a scuola: 3 studenti su 4 continuano a usarli

Un questionario dell'Unione degli Studenti e della Rete degli studenti medi rivela che l'8% degli alunni confessa di usare il telefono più di prima

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il ministero dell’Istruzione ha vietato l’uso degli smartphone durante le lezioni, eppure sembra che gli studenti riescano a eludere questa direttiva. È quanto è emerso attraverso un questionario diffuso dall’Unione degli studenti e dalla Rete degli studenti medi.

I dati sugli studenti che usano gli smartphone a scuola

Come riporta La Repubblica, i risultati del questionario hanno mostrato che tre studenti su quattro continuano a usare il cellulare in classe, nonostante i controlli degli insegnanti e le sanzioni. Ragazze e ragazzi hanno semplicemente affinato le tecniche per non farsi scoprire dai professori.

Il sondaggio è stato compilato da 3mila giovani. Di questi, il 28%, si è allineato al divieto assoluto imposto dal ministero dell’Istruzione e del Merito, il resto, tre ragazzi su quattro, continua a utilizzarlo.

Più di un terzo degli studenti delle superiori, il 37%, ne ha ridotto l’utilizzo, probabilmente per paura di andare incontro a note disciplinari o sospensioni dalle lezioni. E più di un quarto degli intervistati, il 27%, lo usa come faceva prima del divieto.

Una minoranza, 8 studenti su cento, confessa invece di usarlo più di prima.

Ad attenersi maggiormente al divieto sono i liceali, il 36% assicura di non usare mai lo smartphone in classe.

Negli istituti tecnici e nei professionali si registrano le percentuali più alte di coloro che lo utilizzano “come e più di prima”: 30% al liceo, 40% al tecnico e 42% nei professionali.

A influire sul numero di coloro che aggirano il divieto è anche l’età degli studenti. Tra i quattordicenni che hanno appena fatto il loro ingresso al superiore la percentuale di coloro che non lo usano più supera leggermente i compagni che preferiscono rischiare: 52% contro 48%. Tra i diciottenni le percentuali si invertono: soltanto il 20% segue pedissequamente le direttive del ministro, mentre l’80% non ha smesso di utilizzare i propri smartphone.

La circolare del ministro

Per l’anno scolastico 2025/2026 il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva inviato una circolare alle scuole con la quale ha esteso anche alle scuole superiori il divieto assoluto di utilizzo dello smartphone durante le attività didattiche.

Per il ministero, “tale intervento appare ormai improcrastinabile alla luce degli effetti negativi, ampiamente dimostrati dalla ricerca scientifica, che un uso eccessivo o non corretto dello smartphone può produrre sulla salute e il benessere degli adolescenti e sulle loro prestazioni scolastiche”.

Valditara ha sottolineato come un uso compulsivo, ha fatto entrare di diritto il telefonino “tra le dipendenze comportamentali”. “L’uso problematico – ha avvertito – dello smartphone colpisce oltre il 25% degli adolescenti, con effetti negativi su sonno, concentrazione e relazioni”.

Cosa dicono gli studenti

Francesco Valentini, dell’Uds, come riporta La Repubblica, ritiene che “chi ha scelto di continuare a utilizzarlo non lo fa necessariamente come atto di ribellione ma semplicemente perché non viene riconosciuta l’utilità del divieto. Il cellulare sicuramente porta con sé dei rischi e delle criticità ma non è nemmeno da demonizzare”.

Secondo Caterina La Rocca, responsabile della Rete degli studenti medi, “questo governo preferisce l’oppressione a investire strutturalmente sull’educazione. Né gli studenti né molti docenti credono che l’utilizzo del cellulare a scuola sia un problema, anzi, spesso ci siamo ritrovati a constatare che il cellulare rappresenta un mezzo per accedere a contenuti multimediali e creare una didattica che non sia frontale”.