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Docenti contro le gite, sfogo di prof Maggi: "Vanno boicottate"

Monta la polemica dei docenti contro le gite scolastiche: perché andrebbero "boicottate" secondo Andrea Maggi, prof e volto noto de Il Collegio

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Le gite scolastiche sono nel mirino degli insegnanti, che denunciano le troppe responsabilità che ricadono sui docenti accompagnatori. Le polemiche si sono intensificate dopo la morte di uno studente 18enne, precipitato il 3 maggio dal balcone dell’hotel in cui alloggiava durante un viaggio d’istruzione e deceduto dieci giorni più tardi. La tragica vicenda è al centro dell’ultimo sfogo social di prof Andrea Maggi, volto noto del docu-reality Il Collegio.

Studente muore dopo essere caduto da un balcone in gita

Diversi incidenti hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza durante le gite scolastiche. Il 3 maggio, uno studente pugliese in viaggio con la classe a Lignano Sabbiadoro è precipitato dal balcone dell’hotel in cui alloggiava con compagni e insegnanti. Dopo dieci giorni di coma, non ce l’ha fatta.

A inizio mese, una studentessa 15enne è finita in coma etilico durante un viaggio di istruzione a Ostuni. Il 17 aprile, una 16enne in gita a Roma è rimasta ferita da materiali caduti da un’impalcatura sulla facciata della chiesa di Sant’Ignazio.

Il 28 aprile, a Sesto Fiorentino, un pullman che trasportava studenti campani ha urtato alcuni alberi a bordo strada. I rami hanno rotto i vetri del lato destro del bus e i frammenti sono finiti addosso ai passeggeri, alcuni dei quali sono rimasti leggermente feriti.

Le polemiche sulle gite scolastiche

Intervistato da La Repubblica, Alberto Pinzone, insegnante di Palermo appena rientrato da un viaggio di istruzione, ha commentato: "Per fortuna, non è accaduto nulla". E ha raccontato la preoccupazione e la fatica vissute dagli insegnanti che decidono di accompagnare i propri studenti in gita, soprattutto durante la notte, quando si "assembrano nelle stanze", fanno "confusione fuori dalle camere" e "si rincorrono, spostano i letti". Il prof ha sottolineato: "Più piccoli di età sono gli studenti e peggio è da questo punto di vista. I ragazzi delle ultime classi sono più gestibili". E ha concluso: "Per noi docenti accompagnatori è un rincorrere il riposo".

Sempre a La Repubblica, Tina Gesmundo, dirigete scolastica di un liceo di Bari, ha parlato di un "nuovo rischio" che riguarda le gite: "In passato la preoccupazione più grande era evitare rapporti sessuali fra i ragazzi. Oggi c’è il tema delle trasgressioni alcoliche, sempre più diffuse".

La preside ha spiegato che sempre meno insegnanti sono disposti ad accompagnare in gita gli studenti "perché il carico di responsabilità è sempre maggiore". Un punto che avevano sollevato sui social anche il professore poetasenzanomeecognome, con un post diventato virale, e il prof Enrico Galiano, intervenuto con un video lanciando una provocazione diretta ai genitori.

Cos’ha detto prof Maggi de Il Collegio sulle gite a scuola

"L’ennesima morte di uno studente in gita scolastica deve farci riflettere". Inizia così il post pubblicato su Facebook da Andrea Maggi. Il docente ha evidenziato che "si apre da adesso, con le indagini della Procura, l’incubo dei suoi docenti accompagnatori". Perché, ha aggiunto, "per chi non lo sa, noi insegnanti non siamo impiegati pubblici qualunque". E, "a differenza di tutti gli altri, siamo colpevoli fino a prova contraria".

Maggi ha puntato il dito contro "la mole di responsabilità" che ricade sugli insegnanti accompagnatori definendola "insostenibile". Per questo, "dovremmo boicottare le visite d’istruzione, almeno finché il legislatore non alleggerirà le responsabilità nei nostri confronti", ha scritto.

Secondo il professore, la gita è "un momento importante dell’esperienza scolastica di ogni studente" e "noi insegnanti dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterla affrontare serenamente". Per questo, "dovremmo pretendere delle garanzie che non abbiamo, senza le quali nessun altro lavoratore di nessun’altra categoria sarebbe mai disposto a fare degli straordinari gratis, accollandosi per di più responsabilità civili e penali gigantesche", ha concluso Andrea Maggi.