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Dopo la scuola: come lavoreremo nel 2050 iStock

Dopo la scuola: come lavoreremo nel 2050 (e il ruolo dell'IA)

L'ufficio del 2050 avrà spazi interattivi con pareti touch-screen e il tradizionale orario dalle 9 alle 18 sarà destinato a scomparire

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Chi sta per fare il suo ingresso nel mondo del lavoro è pieno di dubbi e paure anche legate alla rapida evoluzione tecnologica che stiamo vivendo e che sta avendo un impatto anche dal punto di vista occupazionale. Eppure il risvolto non è così negativo. Uno studio ha ipotizzato come evolverà l’ufficio nel 2050.

Lo studio sul lavoro del futuro

Il nuovo studio “IWG’s Work Reimagined: The Office of 2050” di IWG, leader globale nelle soluzioni di lavoro ibrido, ha analizzato le previsioni di leader nelle risorse umane e di lavoratori a livello globale.

Il lavoro del futuro potrebbe essere molto diverso da quello di oggi perché plasmato dalle nuove tecnologie.

Dalle ricerca emerge che si prevedono spazi interattivi con pareti touch-screen connesse al cloud, dove le stesse funzioneranno come superfici digitali, e ambienti capaci di adattare automaticamente l’illuminazione all’orologio biologico individuale e dotati di sistemi che rilevano la fatica per suggerire pause.

Tra le innovazioni più attese ci sono poi gli impianti neurali, che creano un collegamento diretto tra il cervello umano e i dispositivi esterni. Contemporaneamente, il 70% dei leader HR globali e il 69% dei professionisti prevedono che la realtà virtuale e aumentata prenderà il posto di molte interazioni d’ufficio tradizionali, inclusi gli incontri di persona.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Ma che ruolo avrà l’intelligenza artificiale nella ridefinizione del lavoro nel 2050? Secondo il 71% dei leader HR e il 73% della forza lavoro, IA e automazione rimodelleranno la maggior parte dei ruoli d’ufficio.

L’intelligenza artificiale automatizzerà i flussi di lavoro e accelererà le decisioni, ma determinerà anche posizione e tempistiche ottimali per la collaborazione (secondo il 69% dei leader HR e il 64% dei lavoratori).

Grazie alla formazione potenziata dall’IA, l’apprendimento sarà drasticamente accelerato, consentendo alle nuove generazioni di acquisire competenze molto più rapidamente e dando più libertà alle persone per attività che richiedono creatività e pensiero strategico.

Gli orari e l’ambiente di lavoro

Addio infine all’orario tradizionale. Quasi sette professionisti HR su dieci e il 68% dei lavoratori credono che i lunghi spostamenti quotidiani e le tradizionali giornate lavorative 9/18 scompariranno entro il 2050. Il lavoro si svolgerà sempre più attraverso una rete di sedi distribuite, piuttosto che in un singolo ufficio centrale.

Un’ampia maggioranza di leader HR (70%) e professionisti (75%) prevede che le attività si svolgeranno in più luoghi, consacrando il modello ibrido come nuovo standard. Questa crescente richiesta di flessibilità e autonomia porterà con sé la definitiva scomparsa dei mandati rigidi di rientro in ufficio, come confermano circa due terzi del campione intervistato (66% del personale e 63% dei leader HR).

L’ufficio del futuro sarà anche più incentrato sul benessere e sulla connessione con la natura, con spazi più a misura di famiglia, ambienti polifunzionali e design che incorporano elementi naturali e giardini interni.

L’obiettivo sarebbe quello di creare contesti più sani, stimolanti e produttivi. In questo scenario, la flessibilità si affermerà come fattore critico per attrarre e trattenere i talenti.

Un’opinione condivisa dal 75% dei leader HR è che l’equilibrio tra vita professionale e privata, insieme al benessere individuale, stia acquisendo un valore crescente. Molti manager, infatti, indicano tra le priorità del futuro l’esigenza di dare maggiore autonomia ai dipendenti nella scelta di come e dove lavorare, di rafforzare il supporto al benessere e di creare ambienti che favoriscano in modo autentico l’impegno, la lealtà e la produttività.