Dopo la scuola, le priorità della Gen Z nella ricerca del lavoro
Per gli under 30 la priorità è mantenere un buon equilibrio tra vita e lavoro mentre la retribuzione e la carriera passano in secondo piano
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Sono diversi gli studi che hanno rilevato come la Gen Z abbia una concezione del lavoro molto diversa rispetto ai Millenial e ai Boomer. Rispetto a carriera e retribuzione, la preferenza va alle relazioni e al tempo libero. I giovani vogliono lavorare ma senza che l’attività occupazionale elimini la possibilità di dedicarsi anche alle proprie passioni e alla vita sociale. Proprio le priorità della Gen Z nella ricerca del lavoro sono al centro del "Gen Z Intelligence Report", la prima indagine continuativa italiana dedicata alla Generazione Z e alla sua relazione con il mondo dell’occupazione, realizzata da Il Sole 24 Ore, con 24 ORE Ricerche e Studi, in partnership con WTW e con la collaborazione di University Box che poggia su una community di oltre 1,2 milioni di giovani.
La Gen Z e il mondo del lavoro
Fanno parte della Gen Z i nati tra il 1997 e il 2012, una fascia d’eta che nel 2030 occuperà un terzo dei posti di lavoro. Il Sole 24 Ore segnala che questi giovani sono coloro che stanno trasformando maggiormente il mercato del lavoro, facendo emergere come priorità l’equilibrio vita-lavoro mentre la retribuzione e la carriera, pur restando delle priorità, stanno passando in secondo piano.
Per gli under 30, il benefit è quello che permette di avere tempo libero, di potersi dedicare alle relazioni sociali, perciò la preferenza sarebbe quella di lavorare in team di piccole dimensioni che consentano un reale confronto e un’evoluzione personale e professionale.
Dal momento che la Gen Z presto occuperà una parte rilevante del mercato del lavoro, non ascoltare o comprendere le loro aspettative, per le imprese potrebbe tradursi in un rallentamento.
Secondo Edoardo Cesarini, amministratore delegato di WTW Italia, "conoscere in profondità aspettative, motivazioni e priorità della Generazione Z significa poter progettare organizzazioni più attrattive, inclusive e capaci di affrontare le sfide del futuro del lavoro".
Quali sono le priorità dei giovani italiani
Tornando ai dati del report, la priorità riguardo alle aspettative dei giovani italiani è data all’equilibrio tra vita privata e lavoro, indicata dal 60,4% del campione esaminato per l’indagine.
Al secondo posto c’è il rapporto stabilità/sicurezza (47,6%) che supera sia la retribuzione (39,6%) sia l’ambizione di carriera (29,8%).
La Gen Z appare quindi orientata alla prudenza e influenzata dall’incertezza economica e dalla pandemia.
Il ribaltamento degli obiettivi sul mondo del lavoro
Sempre il report segnala che la prima conseguenza del ribaltamento delle priorità, dove risale l’equilibrio vita-lavoro, è che oltre un giovane su due (il 52%) lascerebbe l’azienda se sottoposto a carichi di lavoro insostenibili.
Più o meno simile è la percentuale di chi dice che abbandonerebbe il lavoro in caso di retribuzione poco competitiva (54%). Questi dati evidenziano che non basta puntare su un aspetto o sull’altro per trattenere i talenti, ma diventa fondamentale saper creare un pacchetto che garantisca un corretto rapporto tra retribuzione, attività ed equilibrio vita/lavoro.
Pensando infine ai benefits, l’analisi sottolinea che se per i boomers l’agevolazione lavorativa più ambita e distintiva della loro carriera era l’auto, per i giovani di oggi è diventato il tempo libero aggiuntivo (38%), molto più di palestra, eventi di team building o app per il benessere.