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Colloquio senza candidati iStock

Dopo la scuola: un colloquio di lavoro su 3 è senza candidati

L’Ufficio studi della CGIA di Mestre ha rilevato che nel 2025 quasi un colloquio di lavoro su tre è saltato perché senza candidati

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

In Italia la domanda e l’offerta di lavoro sembrano non combaciare. Se da un lato molti giovani restano mesi alla ricerca di un’occupazione senza mai ricevere risposta nonostante le numerose candidature inviate, dall’altro ci sono settori in cui appare molto difficile trovare il personale adeguato. Un fenomeno segnalato dalla Cgia di Mestre è l’aumento dei colloqui senza candidati che saltano perché nessuno si presenta all’appuntamento.

I colloqui di lavoro deserti

L’Ufficio studi della CGIA di Mestre ha rilevato che, nel 2025, quasi un colloquio di lavoro su tre è saltato perché nessun candidato si è presentato alla selezione.

Il fenomeno negli ultimi anni sembra essere in crescita: dalle circa 400mila assunzioni andate a vuoto nel 2017 si è passati a oltre 1,7 milioni nel 2025, pari al 30,2% del totale. Le difficoltà maggiori si registrano nei settori delle costruzioni, del legno-arredo e delle multiutility.

Perché i giovani non si presentano ai colloqui di lavoro

Tra le ragioni che portano i giovani a non presentarsi ai colloqui, nel rapporto della Cgia si legge che, innanzitutto, molti ragazzi e ragazze hanno modificato la scala delle priorità.

Non si cerca più soltanto uno stipendio, ma anche equilibrio tra vita privata e lavoro, flessibilità,
possibilità di crescita.

"Quando un’offerta propone salari bassi, orari pesanti o poche prospettive – evidenzia lo studio – spesso preferiscono rinunciare ancora prima del colloquio. C’è poi un problema demografico: i giovani sono numericamente meno rispetto al passato. Di conseguenza, in molti settori sono diventati una risorsa difficile da reperire. Incide anche il disallineamento tra domanda e offerta. Tante imprese cercano figure tecniche o specializzate che il sistema scolastico non riesce più a formare in quantità sufficiente".

Un altro elemento riguarda il modo in cui si seleziona il personale. Le procedure lunghe, i colloqui multipli e i tempi di risposta infiniti o gli annunci poco chiari spesso scoraggiano i candidati. Alcuni inviano curriculum a
decine di aziende contemporaneamente e poi spariscono appena trovano un’opportunità considerata migliore.

I lavori introvabili e le aree geografiche più in difficoltà

Le maggiori di difficoltà nel reperire personale si riscontrano nel Nordest, la regione con la percentuale più alta di colloqui senza candidati è la Valle d’Aosta che nel 2025 ha visto fallire la selezione nel 39,5% dei casi. Seguono il Trentino Alto Adige (39%), il Friuli Venezia Giulia (37,4%), il Veneto (33,5%) e l’Emilia Romagna (33%).

La regione meno "colpita" da questa specificità è la Puglia che "solo" in quasi 25 casi su 100 ha visto fallire la selezione poiché non si è presentato nessuno. Trento, Aosta, Udine, Bolzano e Belluno sono le province dove i colloqui vanno più "deserti".

Guardando ai settori che non riescono a trovare personale, al primo posto c’è l’area costruzioni con una percentuale del 39%, seguita dall’industria del legno e del mobile con il 35,3% e le utilities con il 34,9%.

Situazione critica anche nei settori: industria metalmeccanica ed elettronica; servizi turistici, alloggio e ristorazione; servizi informatici e telecomunicazioni; industria tessile, abbigliamento, calzature; servizi alle persone; servizi di trasporto, logistica e magazzino; agricoltura, silvicoltura e pesca; industria estrattiva e minerali non metalliferi. Tutte queste aree hanno una percentuale di difficoltà nel reperimento per mancanza di candidati superiore al 30%.