Doppi turni a scuola, scoppia la protesta degli studenti
Protesta di studenti e studentesse dell'Istituto Tecnico Linguistico Giulio Cesare-Romanazzi di Bari, per la scelta di far fare doppi turni di lezioni
Dopo l’annuncio dei doppi turni a scuola, gli studenti e le studentesse di un istituto superiore di Bari sono scesi in piazza per protestare contro una decisione che trovano inammissibile e che potrebbe ledere il loro diritto allo studio. I manifestanti si sono ritrovati davanti alla sede principale della scuola superiore, nella giornata di lunedì 9 febbraio 2026, mettendo in scena una protesta e chiedendo che la loro voce venga ascoltata.
La protesta degli studenti baresi contro i doppi turni
A manifestare sono stati gli studenti e le studentesse del Giulio Cesare-Romanazzi, un Istituto Tecnico Linguistico di Bari, dopo che la scuola ha deciso di introdurre i doppi turni per chi frequenta il plesso di viale Einaudi. Dal 9 febbraio al 20 marzo, infatti, gli alunni del liceo linguistico e quelli dell’indirizzo tecnico dovranno alternarsi nelle classi, con lezioni per alcuni al mattino e per altri al pomeriggio.
La circolare della preside spiega che la scelta è stata presa per "cause di forza maggiore temporanea" a causa dei "lavori nei plessi di viale Einaudi e Mons. Curi". Per questo motivo, come si legge nella nota, "sono state predisposte solo tre settimane (pari a 15 giorni effettivi) di alternanza per il liceo linguistico e tre settimane (pari a 15 giorni effettivi) per l’indirizzo tecnico".
I diretti interessati di questo provvedimento hanno scioperato non solo davanti alla scuola superiore, ma anche di fronte alla sede della Città Metropolitana di Bari, sul lungomare cittadino.
Cosa lamentano gli studenti di Bari
Gli studenti sono scesi in piazza per dire no all’accorpamento, anche se temporaneo, tra il Giulio Cesare e il Romanazzi, perché la situazione è insostenibile, come spiegato da Sabrina Fanelli, coordinatrice Unione degli Studenti Bari, a BariToday: "Le aule e i servizi igienici sono insufficienti ad accogliere la mole di studenti iscritti. È inaccettabile che gli studenti baresi non abbiano strutture adeguate per vedersi garantito il diritto allo studio". Secondo la referente la situazione è già grave e "non è accettabile che i tagli del governo nazionale obblighino studenti e studentesse a frequentare le scuole nel pomeriggio". Secondo i manifestanti non si tengono conto delle difficoltà dei pendolari iscritti e dell’impossibilità di svolgere attività extrascolastiche con i doppi turni.
Gli studenti e le studentesse hanno paura che questa decisione possa creare problemi e disagi: "Viviamo una situazione di sovraffollamento della struttura. Le aule sono ricavate da stanze inadatte, spesso senza finestre. Una situazione del genere risulta lesiva del diritto allo studio. Abbiamo già visto le sperimentazioni dei doppi turni, non è sostenibile replicare una soluzione che abbiamo già visto essere lesiva per pendolari e studenti con disabilità. In particolare per questi ultimi esiste il serio rischio che non possano vedersi garantito il diritto allo studio, mancando i pulmini appositamente predisposti e gli educatori/pedagogisti, anche questi disponibili solo in mattinata", ha continuato Sabrina Fanelli nel suo intervento.
Anche i genitori non sono d’accordo con la scelta fatta: "Nessuno ci ha avvisato per tempo né coinvolti nelle decisioni", come riferito ai giornalisti de La Repubblica. Gli studenti hanno lamentato anche la perdita dei laboratori e un peggioramento della qualità didattica
Cosa chiedono gli studenti di Bari alla preside
I rappresentanti d’istituto del Giulio Cesare-Romanazzi hanno già parlato con il direttore generale della Città Metropolitana, segnalando "la situazione di disagio dovuta al trasferimento di alcune classi dal plesso del Monsignor Curi per via dei lavori causati dalle precarie condizioni della struttura". Grazie al colloquio hanno "ricevuto rassicurazioni dalla Città Metropolitana per cui i lavori al Monsignor Curi dovrebbero terminare in un tempo assai ridotto rispetto alle previsioni".
I rappresentanti, per questo motivo, hanno deciso di chiedere alla preside "un incontro urgente per rimodulare in modo condiviso la turnazione prevista inizialmente", per ridurre i problemi. La manifestazione studentesca andrà avanti fino a quando non ci sarà l’incontro con la dirigente scolastica e non si avrà "una risoluzione per la rimodulazione delle turnazioni così come da noi ipotizzato. Noi rappresentanti di istituto continueremo a vigilare sullo stato di emergenza in atto e a batterci affinché venga tutelata al meglio tutta la comunità scolastica del Giulio Cesare-Romanazzi".