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Eclissi di sole iStock

Eclissi di sole 12 agosto, cosa succederà e cosa dice la scienza

Il 12 agosto 2026 potremo assistere a un'eclissi di sole davvero spettacolare: ecco cosa succederà e i consigli degli scienziati per poterla vedere

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Occhi puntati al cielo il 12 agosto 2026, per un’eclissi di sole che sarà visibile anche dall’Italia. Il Sole sarà completamente oscurato dalla Luna lungo la fascia di totalità, mentre dal nostro Paese il fenomeno sarà visibile solo in forma parziale. Si tratta di un fenomeno che affascina sempre grandi e piccini e che dalla notte dei tempi permette di ritrovare quello stupore che spesso solo i fenomeni della natura sanno regalarci. Cosa succederà esattamente con l’eclissi di sole del 12 agosto 2026 e cosa dicono gli scienziati in merito?

L’eclissi solare del 12 agosto 2026: dove e come vederla

Prendete carta e penna e segnate sul calendario la data del 12 agosto 2026: in questa data ci sarà un’eclissi solare, con il Sole completamente oscurato dalla Luna "lungo un arco sottile che attraversa la Groenlandia, lambisce l’estremità occidentale dell’Islanda, per poi solcare la Spagna da nord-ovest a sud-est, fino alle Isole Baleari", come spiegato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica. Per qualche istante l’eclissi rivelerà la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole.

Per gli scienziati si tratterà di un’eclissi molto breve: la fase di totalità, infatti, avrà una durata che potrà variare tra un minuto e mezzo e due minuti, nel momento della giornata in cui il Sole è vicino al tramonto e, dunque, più basso sull’orizzonte. In Italia sarà visibile parzialmente: lo spettacolo si potrà godere meglio nelle regioni del nord-ovest e in Sardegna, dove il 90% del disco solare sarà occultato.

Per vedere meglio questo spettacolo della natura, l’Inaf consiglia di "andare in luoghi con l’orizzonte ovest molto basso, possibilmente lungo la costa del Tirreno nord-occidentale (oppure la costa ovest della Sardegna)". L’importante è non guardare direttamente il Sole: "Per evitare danni alla vista è necessario utilizzare opportuni sistemi di protezione e/o strumenti per l’osservazione sicura del Sole, per esempio utilizzando occhialini appositi (sono facilmente reperibili, cercate la sigla ISO 12312-2)".

Cosa sono le eclissi solari e quando si manifestano

Il fenomeno delle eclissi solari si manifesta quando la Luna si trova a transitare tra la Terra e il Sole. La sua presenza impedisce ai raggi solari di giungere sul nostro Pianeta: la sua ombra raggiunge una parte della superficie terrestre, oscurando temporaneamente il Sole per gli osservatori che si trovano in quella zona, fino a quando il satellite non si sposta tornando a rivelare il disco solare.

Di solito questo tipo di eclissi ha luogo in occasione di un novilunio: Sole, Luna e Terra in quel momento sono perfettamente allineati. Ovviamente non ad ogni novilunio possiamo assistere a questo spettacolo, visto che l’orbita lunare è inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra.

Le eclissi di Sole possono essere totali, parziali o anulari: dipende dalla porzione di disco solare coperta dalla Luna. Le eclissi totali avvengono quando la Luna copre tutto il Sole (non superano mai i 7 minuti e mezzo), mentre quelle parziali sono più frequenti. Anche se la Luna è molto più piccola del Sole, riesce ad "oscurarlo" completamente perché il disco solare è quattrocento volte più grande della Luna, ma anche quattrocento volte più lontano dalla Terra.

Perché per gli studiosi le eclissi solari sono importanti

Per gli astronomi le eclissi solari sono un’occasione perfetta per studiare la parte più esterna dell’atmosfera solare. In condizioni normali non sarebbe visibile, anche se oggi gli studiosi sono in grado di studiarla dallo spazio: per molti anni, però, le osservazioni erano possibili solo durante questi fenomeni.

Le misure prese durante le eclissi hanno permesso di osservare le variazioni della corona durante i periodi di massima e minima attività solare, ma anche di verificare la teoria della relatività generale di Albert Einstein: era il 29 maggio 1919 quando l’astrofisico britannico Sir Arthur Eddington è riuscito a misurare la deflessione della luce emessa dalle stelle, una delle previsioni del fisico tedesco.