L'eclissi di sole e la prof: cosa ci insegna la letteratura
Elena Di Mauro, docente di italiano, ci fa fare un viaggio tra storia e letteratura per capire come l'umanità ha cambiato idea sulle eclissi di sole
Il 12 agosto 2026 anche dall’Italia sarà visibile un’eclissi di sole. La Luna oscurerà il Sole lungo la fascia di totalità: nel nostro Paese il fenomeno sarà visibile solo in forma parziale, in particolare nelle regioni del nord-ovest e in Sardegna. Prepariamoci a uno degli eventi astronomici più affascinanti osservabili dalla Terra. Se oggi la scienza ci spiega alla perfezione cosa accade nel nostro cielo durante spettacoli celesti di tale portata, un tempo non era così chiaro il motivo per cui improvvisamente il disco solare si oscurava, parzialmente o totalmente. Fin dall’antichità, però, gli esseri umani sono sempre rimasti affascinati da eventi di tale portata.
Per raccontare come un’eclissi di sole veniva vissuta un tempo dai nostri antenati, Virgilio Scuola ha contattato Elena Di Mauro, docente di italiano, che ci ha fatto fare un viaggio tra storia e letteratura, tra grandi opere che hanno narrato le eclissi e credenze popolari.
La professoressa svela il rapporto tra letteratura ed eclissi
Elena Di Mauro ha spiegato che "l’eclissi, in quanto fenomeno dell’Universo, ha interessato gli uomini di tutto il mondo e di tutte le epoche che spesso si sono interrogati al riguardo anche attraverso i testi. La letteratura, infatti, è anche una fonte storica che ci fa luce su come gli esseri umani si ponessero nei confronti di un fenomeno spettacolare come questo".
Andando indietro nel tempo e arrivando nel Medioevo, ha continuato la docente, abbiamo testimonianze che "ci presentano questa sovrapposizione di elementi come portatrice di sciagure, come se si trattasse di un cattivo presagio, sia politico che sentimentale". E nel corso della storia sono stati tanti gli autori che hanno raccontato di tali manifestazioni.
Di esempi ne abbiamo molti in letteratura: "Brunetto Latini associa l’eclissi alla morte di Cristo, Dante la accosta ne La Divina Commedia alla corruzione dei costumi, alla disgregazione morale dell’Uomo moderno. Più avanti, con Shakespeare in Re Lear è paragonata a una sciagura imminente che si abbatterà sulla politica".
E ancora, "Virginia Woolf scrive che con l’eclissi e la fine della luce la Terra muore ma la descrive come momento di passaggio che porta al recupero e alla rinascita. Emily Dickinson, da sempre interessata alla Natura, ne afferma piuttosto lo stupore che provoca un fenomeno del genere negli occhi di noi umani".
L’eclissi, da presagio cupo a evento straordinario
Con il tempo, però, l’atteggiamento degli esseri umani verso eventi naturali come un’eclissi è profondamente cambiato, grazie al progredire della scienza che ha permesso di capire perché tali fenomeni si manifestavano nel nostro cielo.
"Se fin dall’Antico Egitto, l’eclissi, era stata associata a un presagio disastroso, alla paura, al cupo, col tempo si è trasformata in qualcosa di straordinario, da attendere col naso all’insù, come ci ritroviamo a fare noi per il 12 agosto", quando ci sarà un’eclissi di sole parzialmente visibile anche dal nostro Paese.
La professoressa ha riflettuto sul fatto che "ciò che di raro accade al principio spaventa e poi meraviglia" e questo altro non è che "un consueto tratto umano: spaventarsi dapprima dell’insolito e poi trovarsi ad aspettarlo. In questo, come molti altri processi dell’Uomo, la letteratura ci accompagna e ci è testimone", come ci ha svelato nel suo interessante viaggio letterario.