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Educazione al rispetto, replica di Valditara a Maggi: è polemica

Polemica di prof Andrea Maggi sull'educazione al rispetto a scuola: sui social arriva la replica del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara

4 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il 3 settembre, la 45enne Lorena Isceri è stata uccisa dall’ex compagno. Il padre della donna, Franco Isceri, ha rivolto un appello alla politica, chiedendo unità nella battaglia contro la violenza sulle donne. Un messaggio accolto anche dal prof Andrea Maggi, che sui social ha fatto una promessa: "Farò del mio meglio per insegnare la parità e il rispetto alle mie studentesse e ai miei studenti". Poco dopo è arrivata la replica del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’appello del padre di Lorena Isceri alla politica

"Illustrissimo signor presidente della Repubblica, illustrissima presidente del Consiglio dei ministri, politici tutti, sono Franco, il papà di Lorena, un padre distrutto", inizia così il messaggio di Franco Isceri alle istituzioni, inviato dopo la morte di sua figlia Lorena, lanciata da un cavalcavia sull’autostrada A1 all’altezza di Barberino di Mugello (Firenze) dal suo ex compagno.

"Mia figlia è una ragazza straordinaria, educata, studiosa e dedita al lavoro. Aveva tanti sogni e progetti, ma ora non li ha più. E con lei, in fondo a quel cavalcavia, è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta".

Da qui il suo appello: "Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra e senza sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi per prendere provvedimenti affinché non accada più. Ve lo chiedo con tutto il cuore, un abbraccio a tutte le donne italiane".

Maggi promette: "Farò del mio meglio per insegnare la parità a scuola"

"Desolante come la politica si auto celebri, la parte più orrenda e violenta di essa addirittura neghi il reato del femminicidio, mentre un padre implora in lacrime, con ancora il corpo caldo di sua figlia uccisa, di porre fine alla strage di donne innocenti in questo paese", ha scritto il professore Andrea Maggi sulla sua pagina Facebook.

Maggi ha proseguito: "Come padre di una giovane donna, e come insegnante, faccio mio l’appello del papà di Lorena", perché è rivolto sì alla politica, ma "anche a tutta la società, che non sta facendo abbastanza. Che se ne sta fregando alla grande". Per questo, ha aggiunto, "come insegnante mi sento tremendamente in colpa per l’assassinio di sua figlia".

Ecco la sua promessa: "L’anno scolastico sta per iniziare e, per quanto mi riguarda, faccio questa promessa al papà di Lorena, a Gino Cecchettin e a tutti i genitori che hanno vissuto quella tragedia: farò del mio meglio per insegnare la parità e il rispetto alle mie studentesse e ai miei studenti. Senza aspettare che i genitori me ne diano il consenso. Se qualche genitore avrà qualcosa da ridire, sarò lieto di insegnare qualcosa di buono anche a lui".

Il riferimento è alla nuova legge sul consenso informato (legge 104/2026), che obbliga le scuole (medie e superiori) a chiedere il via libera delle famiglie per far partecipare i propri figli ad attività didattiche inerenti all’educazione sessuale. Alla primaria e nelle scuole dell’infanzia, invece, con la nuova norma questi argomenti non possono essere trattati.

Al momento, contro la legge è attiva una raccolta firme per l’indizione di un referendum popolare che ne chiede l’abrogazione. L’iniziativa "Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole" in un mese ha raggiunto quasi 400mila sottoscrizioni.

La replica di Valditara su educazione al rispetto e consenso informato

Tra i numerosi commenti pubblicati sotto al post di prof Maggi, c’è anche quello del ministro Giuseppe Valditara.

Il ministro ha scritto: "Gentile Professore, mi fa molto piacere apprendere che lei da quest’anno insegnerà l’educazione al rispetto, a relazioni corrette, al contrasto della violenza di genere. Ciò significa, tra l’altro, insegnare che un ‘no’ si rispetta sempre, che la gelosia non è affetto, che amore non è possesso, che ogni persona è degna di rispetto qualunque siano le sue scelte sessuali".

Il tono, da disteso, si è poi fatto polemico: "Tutto questo avrebbe dovuto essere insegnato ai suoi studenti già da settembre 2024, come hanno iniziato a fare moltissimi suoi colleghi alla luce di quanto previsto dalle nuove Linee guida sull’educazione civica varate da questo ministero".

Il ministro Valditara ha puntato il dito contro prof Maggi: "Caro Professore, spiace che lei prenda spunto da un tragico femminicidio per polemizzare indirettamente con la legge sul consenso informato che, come lei dovrebbe ben sapere, esclude espressamente dall’ambito di applicazione del consenso quanto è, per la prima volta, obbligatorio: educare al rispetto, a relazioni corrette, all’empatia, al contrasto della violenza di genere".

Alla replica del ministro, prof Maggi ha risposto: "Buon lavoro a tutti noi. Grazie per la Sua attenzione".

In un’intervista a La Stampa dello scorso agosto, Valditara aveva dichiarato che contro la violenza sulle donne nelle scuole "non abbiamo bisogno di pensare a nuovi progetti ma di sviluppare meglio quanto abbiamo già previsto". In quell’occasione aveva richiamato anche le nuove Indicazioni nazionali (ex programmi scolastici), in cui "viene ribadito" quanto previsto dalle Linee guida per l’educazione civica.

Con la legge sul consenso informato, aveva concluso il ministro, "quello che abbiamo cercato di contrastare sono le teorie sull’identità di genere che non c’entrano nulla col rispetto della donna né con il contrasto alla violenza di genere".