Educazione, chi sono i "papà peluche" secondo Daniele Novara
Daniele Novara torna a parlare del rapporto tra genitori e figli e sottolinea come oggi ci siano i "papà peluche": chi sono e perché è un problema
Il tema del rapporto tra genitori e figli è al centro del dibattito pubblico e tra gli studiosi: è più educativo mantenere un approccio “amichevole” o più distaccato con i propri figli?
Ad esprimere un deciso parere è Daniele Novara, noto pedagogista, che con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook critica l’idea di alcuni psicologi che invitano a “stare vicino ai figli come se fossero amici” e parla di “papà peluche“, lanciando infine un appello.
- La critica di Novara sui genitori "amici" dei figli
- Cosa fanno i "papà peluche" secondo Daniele Novara
- L'appello di Novara ai genitori
La critica di Novara sui genitori “amici” dei figli
Essere “amici” dei propri figli aiuta nella loro educazione? Secondo Novara alcuni esperti suggerirebbero tale approccio, con l’idea che in questo modo un adolescente dica sempre la verità.
“Ma stiamo scherzando?”, commenta il pedagogista, che spiega che “la giusta distanza è la misura stessa dell’educazione che non è possibile con un approccio simbiotico, bensì mantenendo distinto il ruolo educativo“. Secondo Novara, il termine “educazione” non viene più usato da alcuni psicologi, ma sarebbe proprio questo concetto a dover tornare di fondamentale importanza.
Cosa fanno i “papà peluche” secondo Daniele Novara
Quale sarebbe il “prezzo da pagare” nel confondere tale ruolo educativo? Secondo Novara il risultato è rappresentato da quelli che lui chiama “papà peluche”: coloro che “lasciano tutto lo spazio immaginabile alle supermamme“. Definisce così quelle madri che vogliono essere costantemente presenti e continuare ad accudire i figli a qualsiasi età. Ciò si tramuta nella nascita di due ruoli diversi: da una parte le mamme, il cui terreno è la vicinanza ai figli, dall’altra i padri, che invece devono cercare di gestire l’allontanamento del figlio.
Nelle sue parole, l’esperto sottolinea come la figura del padre si sarebbe “sbiadita, divenendo evanescente”, anche se fortunatamente non hanno nulla di quei papà del passato, quando il patriarcato era preponderante. A pesare sulla figura poco definita dei padri, secondo l’esperto, sarebbe il fatto che i tecnici come lui non avrebbero voce in capitolo e che i genitori non saprebbero dove reperire le giuste informazioni, nonostante i padri cerchino di tenersi aggiornati (un “grande merito” secondo Novara).
L’appello di Novara ai genitori
Non è la prima volta che Novara torna sul tema del rapporto tra padri, madri e figli. In occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Mollami! Educare i figli adolescenti e trovare la giusta distanza per farli crescere”, aveva dichiarato in un’intervista a La Stampa che “avere buoni rapporti con i figli adolescenti non solo è impossibile, ma è parte del problema”, poiché si tende a riflettere sui figli “le proprie istanze narcisistiche”. Si nota con gli eccessi di apprensione nelle scuole o con le proteste esagerate durante le partite di calcio non agonistiche di bambini e adolescenti.
Secondo Novara, infatti, “non esistono nemmeno più i genitori assenti, solo quelli con iper-presenza“. Non si tratta infatti di assenza fisica dei genitori, ma di mancanze sul piano educativo.
Nell’ultimo intervento sui social, il pedagogista lancia infine un appello: “C’è bisogno di restituire ai temi educativi la loro assoluta priorità, perché il padre testimone, da solo, non basta”.
Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!