Educazione sessuo-affettiva a scuola, boom di firme su referendum
La proposta di referendum sull'educazione sessuo-affettiva a scuola sta ricevendo una valanga di firme: ecco qual è l'obiettivo dei promotori
Boom di firme per la proposta di referendum sull’educazione sessuo-affettiva a scuola. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di superare le restrizioni introdotte dalla legge sul consenso informato in ambito scolastico, il cosiddetto ddl Valditara, approvato definitivamente a giugno.
Boom di firme per il referendum sull’educazione sessuo-affettiva a scuola
Il 6 agosto è partita la raccolta firme per il referendum abrogativo della legge 104/2026, che contiene le "Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico". In soli cinque giorni, le sottoscrizioni raggiunte dal referendum abrogativo "Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole" sono oltre 80mila.
La legge 104/2026, promossa dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, introduce nuove regole per le attività scolastiche che affrontano temi legati alla sessualità. La principale novità riguarda il consenso informato preventivo: le scuole devono ottenere un consenso informato scritto e preventivo da parte dei genitori degli studenti minorenni, oppure dagli studenti stessi se maggiorenni, prima di avviare qualsiasi iniziativa didattica o extracurriculare su questi temi. Le famiglie devono inoltre poter conoscere in anticipo i contenuti e i materiali didattici che si intendono utilizzare durante le attività.
Il consenso deve essere richiesto almeno sette giorni prima dello svolgimento delle iniziative. In assenza di adesione, gli studenti non possono partecipare e vengono esentati dalla frequenza di quelle specifiche attività. La norma stabilisce inoltre che, durante le attività extracurricolari rivolte a minorenni, debba essere garantita la presenza di un insegnante.
Anche il coinvolgimento di esperti esterni è sottoposto a precise condizioni. La loro partecipazione deve essere deliberata dal collegio dei docenti e approvata dal consiglio d’istituto. Spetta inoltre al collegio definire i criteri per valutare i titoli e l’esperienza professionale, scientifica o accademica degli esperti, verificando la coerenza con gli obiettivi educativi e l’adeguatezza delle attività rispetto all’età e al livello di maturazione degli studenti.
Infine, la legge vieta espressamente lo svolgimento di attività o progetti riguardanti la sfera della sessualità nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria.
Cosa prevede il referendum "Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole"
Come previsto dall’articolo 75 della Costituzione, servono le firme di 500mila elettori (o la richiesta di cinque consigli regionali) per indire un referendum popolare per l’abrogazione, totale o parziale, di una legge. La proposta di referendum "Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole" prevede l’abrogazione totale della legge 104/2026.
"L’obiettivo di questo referendum è ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative", si legge nella descrizione dell’iniziativa, disponibile sulla piattaforma del ministero della Giustizia dedicata a "Referendum e iniziative popolari".
Secondo i promotori, l’attuale normativa ostacolerebbe lo svolgimento delle attività didattiche su questi temi. Tra gli aspetti contestati vengono indicati il divieto di affrontare argomenti legati alla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie, l’obbligo per gli istituti di ottenere un’autorizzazione scritta dalle famiglie con almeno sette giorni di preavviso e l’esclusione dalle attività degli studenti privi del consenso.
In caso di una eventuale abrogazione, spiegano i promotori, "l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’offerta formativa (Ptfo)".
In questo modo, continuano, "sarà possibile promuovere la consapevolezza del corpo e dell’affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni fascia d’età, inclusa quella infantile". Inoltre, "si eliminerà la pratica dell’esclusione dall’aula, garantendo che tutti gli studenti possano partecipare alle attività del gruppo classe senza discriminazioni". Infine, "scuole, docenti e famiglie potranno integrare stabilmente questi temi nei percorsi formativi, liberandosi da vincoli burocratici eccessivi e garantendo una continuità pedagogica", concludono i promotori.