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Esame per la patente iStock

Educazione stradale ed esame patente, bocciati 9 italiani su 10

L'esame per conseguire la patente di tipo B è sempre più difficile: l'8% degli italiani non lo passerebbe e sono molti i bocciati alla teoria

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Conseguire la patente continua a rappresentare una sfida per molti candidati: secondo i dati resi noti sembra essere un’impresa decisamente ardua per gli aspiranti guidatori. 9 italiani su 10 verrebbero bocciati se dovessero rifare oggi l’esame di teoria, mentre c’è una regione del Nord che ha registrato il più alto numero di test falliti. Senza dimenticare anche le difficoltà dell’esame pratico per conseguire la licenza di guida. Quali sono gli errori più comuni che si fanno e quali le possibili cause di tutti questi fallimenti?

Prendere la patente è sempre "più difficile"

Secondo i dati resi noti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel 2025 919.868 persone hanno sostenuto l’esame di teoria per conseguire la patente B. Il 40% di loro non ha superato la prova. Il Trentino-Alto Adige è la regione con il più alto tasso di bocciati alla teoria (43,7%), seguito da Liguria, Lazio e Molise (43,4%) e dalla Toscana (43,1%).

Una ricerca di AutoScout24 ha svelato che anche chi è già patentato potrebbe avere difficoltà con questo esame. È stata condotta, infatti, una simulazione di teoria su un campione di più di 4mila utenti con la patente B da almeno 5 anni. Sono state poste 20 domande a quiz, contro le 30 del test ufficiale odierno, selezionate tra quelle usate in sede di esame e convalidate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Anche in questo caso i risultati sono stati sorprendenti.

Su più di 4mila quiz completati, solo l’8% supererebbe oggi l’esame. Le regioni con il tasso più alto di promossi sono Trentino-Alto Adige (12%), Abruzzo (11,9%) e Umbria (11,7%), seguite da Toscana (11,2%) e Basilicata (11,1%). Va peggio, invece, in Calabria (3,9%) e Marche (4,1%), seguite a pari merito da Sardegna e Sicilia (5,3%).

Gli errori più comuni all’esame di scuola guida

Analizzando le risposte date a livello nazionale, si possono comprendere quali sono gli errori più comuni. Il campione ha risposto bene a 15 domande su 20: per superarlo non dovevano fare più di 2 errori su 20 domande, cioè il 10% che è lo stesso rapporto dell’esame ufficiale che prevede al massimo 3 errori per un quiz da 30 quesiti.

Le domande dell’esame di teoria per conseguire la patente che hanno dato qualche problema anche a chi già guida da almeno cinque anni sono quelle sulla segnaletica e sulla corretta lettura delle situazioni stradali.

Per quello che riguarda, invece, gli sbagli commessi durante la pratica, una rilevazione condotta tra le autoscuole associate a Confarca e Unasca ha svelato cosa gli aspiranti patentati sbagliano. Nel 59% dei casi gli errori commessi riguardano la gestione degli incroci, seguita dagli elementi e dalle caratteristiche stradali speciali, come rotonde, passaggi a livello, fermate di autobus o tram, attraversamenti pedonali, gallerie, salite o discese (48%). Alcune difficoltà sono state anche riscontrate per quello che riguarda il parcheggio e l’uscita dallo spazio di parcheggio (41,4%), i cambiamenti di direzione e di corsia (31%) e il sorpasso o superamento di ostacoli (31%).

Le possibili cause del fallimento all’esame della patente

Perché oggi è così difficile conseguire la patente di guida? Per il 72% delle autoscuole è un problema legato al contesto in cui si svolge l’esame: le dimensioni urbane, la difficoltà delle strade e il traffico hanno un’incidenza rilevante. Il 93% ha svelato che a destare preoccupazione è la strada urbana (zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h).

Non bisogna poi sottovalutare l’ansia dei candidati, che incide per l’86% delle autoscuole. Secondo il 90% delle autoscuole intervistate, anche l’atteggiamento dell’esaminatore influisce sull’esito della prova.

Valditara e l’importanza dell’educazione stradale a scuola

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini hanno partecipato a luglio 2026 a una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Oggetto dell’incontro mettere in campo "iniziative concrete per rafforzare la sicurezza stradale, con un impegno prioritario rivolto alla tutela dei giovani", come spiegato sul sito del ministero dell’Interno.

Tra le varie proposte, è stato anche deciso di rafforzare i controlli su strada e i pattugliamenti delle Forze dell’ordine, soprattutto nelle zone della movida frequentate giovani nelle ore serali e notturne. È stato anche istituito un tavolo tecnico sulla sicurezza stradale, che avrà "il compito di elaborare progetti mirati, in una logica di sinergia interistituzionale tra sicurezza, infrastrutture e istruzione, per costruire una cultura della prevenzione che parta dalle scuole e coinvolga l’intera società".

Già in passato Giuseppe Valditara aveva spiegato perché è importante portare l’educazione stradale a scuola. In occasione della giornata "Insieme per la sicurezza stradale", alla presenza del giovane pilota Kimi Antonelli, ilministro dell’Istruzione e del Merito ha spiegato quanto sia importante parlare di educazione stradale che "è, prima di tutto, educazione al rispetto".