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Esame per la patente di guida iStock

Educazione stradale, uno su 4 è bocciato alla patente: i dati

In Italia un candidato su quattro viene bocciato all'esame per la patente di guida: la prova scritta è quella che mette maggiormente in difficoltà

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Prendere la patente in Italia non è facile. A rendere tutto più complicato è soprattutto il quiz, di fronte al quale molti aspiranti guidatori si bloccano. Nel nostro Paese, infatti, un candidato su quattro viene bocciato all’esame per prendere la patente di guida ed è proprio la teoria a mettere maggiormente in difficoltà rispetto alla pratica. Chi si iscrive oggi all’esame della patente e quali sono le zone del bel Paese dove è più complicato ottenere questa licenza?

Esame per la patente e numero di bocciati

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha reso noti i dati del dossier "Statistica delle attività svolte nel 2025 per il conseguimento delle patenti di guida". Nel nostro Paese l’anno scorso sono stati 618mila i candidati che non hanno superato l’esame di guida: uno su quattro non ce l’ha fatta. Si sono presentati in 2.222.717, il numero più alto degli ultimi 20 anni, ma solo il 73,3% (pari a 1.696.005) è stato promosso. Rispetto all’ultimo anno pre-Covid, il 2019, gli idonei sono diminuiti di sei punti percentuali: è il numero più alto di bocciati dal 2009.

A incidere sempre più sul numero di bocciati è l’esame di teoria: il 38% (pari a 454.930) non ha superato il quiz per conseguire la patente. Quasi quattro candidati su dieci non sono riusciti a prepararsi in modo adeguato sulla parte teorica. Alla prova pratica, invece, il numero di respinti è pari a 163.278, il 14,6%.

L’età media di chi sostiene l’esame per la patente

Secondo quanto è emerso dal dossier del MIT, a iscriversi all’esame per ottenere la licenza di guida sono i più giovani. Nel 2025 sono stati 754.349 gli under 21 che hanno ottenuto la patente: gli over 54 erano "solamente" 13.138. Il numero di ragazzi e ragazze che si è presentato agli esami è cresciuto del 2,2% rispetto al 2024.

456.159 neopatentati sono uomini (pari al 60,5%), mentre 298.190 sono donne (pari al 39,5%). I candidati stranieri sono più di 230mila, circa uno su cinque. Per gli esperti forse è proprio questo aspetto a pesare molto sul numero di bocciati alla teoria: la comprensione della lingua italiana potrebbe essere un ostacolo non semplice da superare.

Le regioni con il maggior numero di bocciati

Il numero di bocciati cambia anche a seconda di dove ci troviamo in Italia. La regione con il numero maggiore di bocciati è la Sardegna (36,4%), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (33,7%) e dalla Liguria (32,3%). Quella, invece, dove questo dato è bassissimo è la Sicilia (18,6%), seguita dalla Puglia (21,6%) e dalla Calabria (23%). Se si analizzano le province, invece, è Sassari quella con la percentuale più alta di respinti (39,8%). A seguire troviamo Cagliari (36,67%) e Ravenna (35,67%). Le province con più promossi, invece, sono Messina (84,72%), Ragusa (84,53%) ed Enna (83,61%).

A pesare è, come già sottolineato, la teoria: quasi uno su due non viene promosso in provincia di Grosseto (46,70%), Savona (45,99%), Bolzano (45,75%). Alla guida tutto cambia, però. A Enna i respinti dopo la prova pratica sono lo 0,72%, a Messina il 2,63%, a Caltanissetta il 3,17%. Invece, a Sassari la percentuale sale al 36,32%, a Cagliari al 35,58%, a Ravenna al 33,51%.

Per quello che riguarda le grandi città, un’elaborazione del centro studi Asaps per il Corriere della Sera ha svelato che a Milano la percentuale di bocciati è pari al 31,93% (quasi uno su tre), a Roma è al 29,88%, a Firenze al 29,78%, a Torino al 29,04%. I numeri scendono al Sud: Napoli (22,30%), Bari (21,73%), Palermo (20,43%).

Valditara e l’educazione stradale a scuola

Sul tema dell’educazione stradale è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito. Valditara ha partecipato a una giornata di sensibilizzazione che ha coinvolto più di 650 studenti e studentesse delle scuole primarie e delle secondarie di primo e secondo grado. Durante l’incontro è stato anche trasmesso un videomessaggio di Kimi Antonelli che ha invitato i giovani a rispettare le regole.

"L’educazione stradale è, prima di tutto, educazione al rispetto: rispetto delle regole, e innanzitutto rispetto dell’altro, della vita e della sicurezza di ciascuno", queste le parole del ministro Valditara, riportate da Adnkronos: "Per questo abbiamo voluto rafforzare il suo ruolo all’interno delle nuove Linee guida per l’educazione civica, rendendola un vero e proprio obiettivo di apprendimento. Non più solo lezioni teoriche, svolte esclusivamente ‘dalla cattedra’, ma percorsi partecipati, in cui gli studenti siano protagonisti attivi ed in cui gli esempi anche drammatici svolgano un ruolo importante".

Per il titolare del dicastero di viale Trastevere "la scuola deve educare anche all’empatia e alla responsabilità. Saper sentire la sofferenza che ogni nostro comportamento sbagliato può provocare negli altri; assumere comportamenti ispirati a prudenza e maturità. Mai guidare senza adeguate condizioni psicofisiche: alcol, droghe, uso del cellulare, stanchezza sono fattori di rischio gravissimi". È fondamentale "promuovere una cultura della sicurezza stradale" e "mettere al centro il senso della comunità: passare dall"io’ al ‘noi’, comprendendo che ogni comportamento individuale ha conseguenze sull’intera collettività", ha aggiunto Valditara, concludendo poi il suo intervento sottolineando: "È su questa consapevolezza che vogliamo continuare a investire".