Esame di Maturità 2026, perché il nuovo orale fa già discutere
Perché il nuovo orale dell'esame di Maturità 2026 fa già discutere: cos'ha detto il pedagogista Rivoltella sulla griglia di valutazione del colloquio
La Maturità 2026 non è ancora iniziata e fa già discutere. Al centro del dibattito c’è soprattutto il nuovo orale, ridisegnato dalla riforma promossa dal ministro Giuseppe Valditara che entrerà pienamente a regime con l’esame del prossimo giugno. Da quest’anno, il colloquio non verterà più su tutto il programma ma solo su quattro materie, scelte annualmente dal ministero dell’Istruzione. Non solo, a cambiare è anche la funzione stessa dell’orale, chiamato ora a valutare anche "il grado di maturità raggiunto" dai diplomandi attraverso la consueta griglia di valutazione, profondamente rivista alla luce della nuove regole.
Perché gli esperti criticano il nuovo orale della Maturità
Da quando la riforma della Maturità è stata approvata, il 28 ottobre scorso, la prova orale è finita al centro del dibattito pubblico. Alcuni insegnanti hanno contestato la scelta di ridurre il numero delle materie oggetto del colloquio, come il prof Christian Raimo.
Le critiche si sono intensificate dopo la pubblicazione, il 26 marzo scorso, dell’ordinanza ministeriale che ha reso nota anche la nuova griglia di valutazione dell’orale. Tra i punti più discussi c’è l’indicatore che richiede di valutare "il grado di maturazione, autonomia e responsabilità" raggiunto da ciascun diplomando.
"Si pretende di misurare da un orale il livello di maturità o la responsabilità di uno studente. Si rischia di penalizzare le prestazioni degli alunni", ha commentato all’Avvenire il pedagogista Pier Cesare Rivoltella, ordinario di Didattica e Tecnologie dell’educazione all’Università di Bologna.
La griglia di valutazione per la Maturità 2026 è formata da quattro indicatori a ciascuno dei quali sono attribuiti da 0,5 a 5 punti per un totale di 20, il punteggio massimo che si può raggiungere nella prova. L’ultimo indicatore è proprio "Grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio".
Per Rivoltella, la nuova griglia "misura in modo rigido" ed è "basata su una logica quantitativa". E questo, ha aggiunto, "rischia di irrigidire le prestazioni degli studenti senza lasciare alla commissione la possibilità di valutare in forma più flessibile".
Secondo il professore, la prova orale, così come un’interrogazione, non è lo strumento adeguato per valutare il grado di maturazione e responsabilizzazione di uno studente: "Come si fa a misurare queste disposizioni della mente in un colloquio?".
La nuova griglia, ha concluso il pedagogista Rivoltella, "contiene errori che di solito si spiega di non fare agli studenti di Didattica".
La griglia di valutazione del colloquio alla Maturità 2026
Lo scorso 26 marzo, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato l’ordinanza 54/2026 che disciplina lo svolgimento della Maturità 2026, a cui è stata allegata anche la nuova griglia di valutazione dell’orale.
Il modello prevede quattro indicatori (fino all’anno scorso erano cinque) articolati in cinque livelli, a ciascuno dei quali è associato un punteggio che va da 0,5 a 5.
Il primo indicatore riguarda l'"Acquisizione dei contenuti e dei metodi delle quattro discipline oggetto del colloquio", ed è così articolato (tra parentesi i punti associati a ciascun livello):
- lo studente non ha acquisito i contenuti e i metodi delle diverse discipline, o li ha acquisiti in modo estremamente frammentario e lacunoso (tra 0.5 e 1 punto);
- ha acquisito i contenuti e i metodi delle diverse discipline in modo parziale e/o incompleto, e li utilizza in modo non sempre appropriato (tra 1.5 e 2.5 punti);
- ha acquisito i contenuti e utilizza i metodi delle diverse discipline in modo corretto e appropriato (3-3.5);
- ha acquisito i contenuti delle diverse discipline in maniera completa e utilizza in modo consapevole i loro metodi (4-4.5);
- ha acquisito i contenuti delle diverse discipline in maniera completa e approfondita e utilizza con piena padronanza i relativi metodi (5).
Il secondo valuta la "Capacità di utilizzare e accordare le conoscenze acquisite, padronanza lessicale e semantica, anche con riferimento al linguaggio tecnico e/o di settore, eventualmente anche in lingua straniera" in questo modo:
- il maturando non è in grado di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite o lo fa in modo del tutto inadeguato. Si esprime in modo scorretto e/o stentato (0.5-1);
- è in grado di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite con difficoltà e solo se guidato. Si esprime in modo non sempre corretto, utilizzando un lessico, anche di settore, parzialmente adeguato (1.5-2.5);
- è in grado di utilizzare correttamente le conoscenze acquisite, istituendo adeguati raccordi tra le discipline. Si esprime utilizzando un lessico complessivamente corretto, anche in riferimento al linguaggio tecnico e/o di settore (3-3.5);
- è in grado di utilizzare le conoscenze acquisite collegandole in una trattazione pluridisciplinare articolata. Si esprime in modo preciso e accurato utilizzando un lessico, anche tecnico e settoriale, vario e preciso (4-4.5);
- è in grado di utilizzare le conoscenze acquisite raccordandole in una trattazione pluridisciplinare ampia e approfondita. Si esprime con ricchezza e piena padronanza lessicale e semantica, anche in riferimento al linguaggio tecnico e/o di settore (5).
Il terzo indicatore è dedicato alla "Capacità di argomentare in modo critico e personale" (di seguito i livelli e i rispettivi punteggi):
- il diplomando non è in grado di argomentare in maniera critica e personale, o argomenta in modo superficiale e disorganico (0.5-1);
- è in grado di formulare argomentazioni critiche e personali solo a tratti e/o solo in relazione a specifici argomenti (1.5-2.5);
- è in grado di formulare semplici argomentazioni critiche e personali, rielaborando correttamente i contenuti acquisiti. (3-3.5);
- è in grado di formulare articolate argomentazioni critiche e personali, rielaborando efficacemente i contenuti acquisiti (4-4.5);
- è in grado di formulare ampie e articolate argomentazioni critiche e personali, rielaborando con originalità i contenuti acquisiti (5).
L’ultimo indicatore, come detto, valuta il "Grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio". Ecco com’è strutturato:
- lo studente ha raggiunto un grado di maturazione molto parziale e un livello di autonomia e responsabilità incompleto (0.5-1);
- ha raggiunto un limitato grado di maturazione e di autonomia e necessita di guida e di supporto per gestire scelte e responsabilità (1.5-2.5);
- ha raggiunto un apprezzabile livello di maturazione ed è in grado di assumere decisioni autonome e gestire con sicurezza scelte personali (3-3.5);
- ha raggiunto un alto grado di maturazione, autonomia e responsabilità ed è capace di riflettere criticamente sulle proprie scelte e sul proprio agire (4-4.5);
- ha raggiunto un elevato grado di autonomia e maturazione personale e sa gestire responsabilità significative in modo esemplare per gli altri (5).