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Esame di Maturità più facile? Valditara non ci sta, la replica

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara non ci sta e replica a chi sostiene che con la riforma della Maturità l'esame sarà "più facile"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La Maturità 2026 sarà la prima a svolgersi dopo la riforma promossa dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Secondo alcuni, le novità introdotte dal decreto-legge 127/2025 renderebbero l’esame "più facile". Valditara non ci sta, e replica a chi sostiene che il livello di difficoltà sia stato abbassato.

Perché la nuova Maturità "non è più facile" per Valditara

Nonostante alcune polemiche sulla scelta delle materie operata dal ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), i sondaggi e i social mostrano i maturandi piuttosto soddisfatti della nuova Maturità. Forse perché la reputano più facile?

"Non direi che è più facile, semmai è più seria", ha chiarito il ministro Giuseppe Valditara al Quotidiano Nazionale.

"Prima poteva capitare che a uno studente di liceo classico si mettesse davanti la foto di un vulcano chiedendogli di fare collegamenti interdisciplinari. Si trattava di collegamenti forzati, a volte insensati", ha evidenziato il ministro parlando dell’abolizione del documento che veniva proposto dalla commissione all’inizio del colloquio.

"Inoltre, non dimentichiamoci che con una insufficienza allo scrutinio di fine anno si rischia la bocciatura, con due è automatica", ha ricordato il ministro.

E sulle materie che non saranno oggetto dell’orale, Valditara ha aggiunto che studiarle "è ancora più importante adesso, dato che si tratta di un esame di ‘maturità"", sottolineando che il colloquio valuta la preparazione complessiva dello studente e il grado di maturità acquisito alla fine del ciclo scolastico.

Come funziona l’esame di Maturità 2026

La riforma della Maturità cambia il volto dell’esame, soprattutto della prova orale. Il colloquio, come detto, non partirà più dal documento che veniva predisposto dalla commissione e si concentrerà solo su quattro materie differenti per ogni indirizzo di studio, che sono state rese note dal MIM insieme a quelle del secondo scritto (qui l’elenco delle materie dell’orale e della seconda prova per la Maturità 2026).

Non solo: l’orale diventa obbligatorio. Non sarà più possibile fare scena muta volontaria, come è successo alla Maturità 2025, quando alcuni maturandi hanno deciso di non rispondere alle domande della commissione per protesta. Dall’esame 2026, il rifiuto di sostenere il colloquio comporterà la bocciatura.

Nel nuovo colloquio rientrerà anche la valutazione delle competenze di educazione civica e delle attività scuola‑lavoro.

Il nuovo esame conferisce un ruolo più rilevante al voto in condotta. Chi, alla fine del quinto anno, ottiene 6 in comportamento, dovrà presentare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da discutere all’orale. Con il 5 in condotta, invece, non si viene ammessi all’esame di Maturità.

Il voto in condotta, inoltre, incide sull’assegnazione del credito scolastico. Per ottenere il punteggio massimo di fascia, è necessario un voto di comportamento pari o superiore a 9/10.

L’impianto degli scritti, invece, resta uguale. La prima prova, il tema di italiano, rimane composta da sette tracce tra cui gli studenti dovranno scegliere quella da svolgere: due tracce per la tipologia A (analisi del testo); tre tracce per la tipologia B (testo argomentativo); due tracce per la tipologia C (tema di attualità). La seconda prova si concentra su una materia specifica e differente per ogni indirizzo: da latino al classico a matematica allo scientifico.

Infine, le commissioni d’esame sono state ridotte da sette a cinque membri: un presidente, due commissari interni e due esterni.