Esame Maturità 2026 e caldo record, appello al ministro Valditara
L'appello del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani al ministro Valditara per il caldo record durante la Maturità 2026
Se gli scritti sono ormai archiviati, molti studenti e insegnanti sono ancora alle prese con l’ultimo step dell’esame di Maturità 2026: l’orale. Una prova che già di per sé mette sotto pressione i maturandi e che quest’anno è resa ancora più difficile dal caldo record che sta colpendo l’Italia, con temperature che sfiorano i 40 gradi un po’ ovunque. Da qui arriva l’appello del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani (Cnddu) al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Caldo record: l’allarme per l’esame di Maturità 2026
Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani “continua a ricevere quotidianamente segnalazioni da parte di famiglie, studenti, docenti e componenti delle commissioni d’esame riguardanti le condizioni estremamente critiche in cui si stanno svolgendo i colloqui degli esami di Stato”, scrive l’organizzazione sui propri canali social.
In queste condizioni, denuncia il Coordinamento, “candidati e commissari sono costretti a sostenere sessioni d’esame che possono protrarsi per diverse ore, con inevitabili ripercussioni sul piano fisico, cognitivo ed emotivo“.
Il disagio provocato dal caldo estremo “non rappresenta un semplice elemento di fastidio, ma un fattore che può compromettere seriamente la capacità di concentrazione, la lucidità espositiva, la memoria di lavoro e la gestione dell’emotività degli studenti“.
La Maturità, ricorda l’associazione, è un momento delicato che “richiede condizioni ambientali idonee affinché ciascun candidato possa esprimere pienamente le competenze maturate durante gli anni di studio”. L’ansia fisiologica legata alla prova “rischia infatti di essere amplificata dallo stress termico, determinando affaticamento, disidratazione, cali di attenzione e un maggiore senso di vulnerabilità”.
Il problema riguarda anche commissari e presidenti di commissione: “La permanenza prolungata in ambienti surriscaldati può incidere sulla capacità di mantenere costante il livello di attenzione e di concentrazione necessario per svolgere una valutazione equilibrata, rigorosa e pienamente aderente ai criteri stabiliti”.
La qualità della valutazione, “uno dei pilastri dell’equità del sistema scolastico”, deve poter contare “anche su condizioni di lavoro che favoriscano serenità, lucidità e obiettività”, sottolinea l’organizzazione.
L’appello al ministro Valditara del Cnddu
Per questi motivi, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani rinnova il proprio appello al ministro Giuseppe Valditara affinché vengano adottati con la “massima urgenza interventi straordinari a tutela della salute e del benessere di studenti e personale scolastico” durante lo svolgimento degli esami. Secondo il Cnddu, servono “linee guida nazionali che consentano alle scuole di affrontare efficacemente le ondate di calore attraverso misure organizzative adeguate”.
Allo stesso tempo, l’associazione chiede “l’avvio di un piano nazionale di riqualificazione degli edifici scolastici“, che “non è più rinviabile”, orientato all’efficientamento energetico, alla climatizzazione degli ambienti e all’adattamento delle strutture “agli effetti ormai strutturali dei cambiamenti climatici”.
Dal Coordinamento hanno aggiunto: “La scuola è il luogo nel quale si educano i cittadini di domani ai principi della dignità della persona, dell’uguaglianza e della tutela dei diritti fondamentali. Sarebbe profondamente contraddittorio chiedere agli studenti di riflettere sui valori costituzionali e sui diritti umani senza garantire loro condizioni concrete che rendano effettivo il diritto allo studio e il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.
Investire nel benessere degli ambienti scolastici “non significa perseguire un obiettivo accessorio, ma rafforzare la qualità dell’istruzione, assicurare pari opportunità di successo formativo, riconoscere la dignità del lavoro di tutto il personale della scuola” e permettere agli studenti di affrontare la Maturità “in condizioni rispettose della persona, della salute e dell’equità”, conclude il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani.