Fa ricorso per un 9 all'esame di terza media: decisione del Tar
Una famiglia di Salerno ha fatto ricorso al TAR perché il figlio aveva preso 9 all'esame di terza media: secondo i genitori i prof avevano sbagliato
Il figlio ha conseguito la licenza prendendo 9 all’esame finale di terza media. Un risultato alto, che avrebbe fatto la gioia di molte famiglie, ma non quella di questo studente. Per il voto preso, infatti, i genitori hanno deciso di fare ricorso al Tar, perché secondo loro c’era qualcosa che non tornava in quella valutazione finale. I giudici hanno esaminato la pagella del ragazzo e le prove svolte durante l’esame di terza media, prendendo alla fine una decisione.
Figlio prende 9 all’esame di terza media e i genitori fanno ricorso
Questa storia ci arriva da Salerno. Come riportato da Open, uno studente di terza media ha concluso l’esame con una valutazione pari a 9. I suoi genitori avrebbero voluto che ottenesse il massimo dei voti e per questo motivo hanno deciso di rivolgersi ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania.
Il 26 settembre scorso i genitori, dopo aver acquisito tutta la documentazione scolastica relativa all’esame di terza media, hanno fatto ricorso al TAR, per richiedere l’annullamento del verbale finale e delle valutazioni delle prove scritte. La famiglia era sicura che il ragazzo meritasse un 10 in ogni colonna del registro.
Lo studente era arrivato all’esame finale delle scuole medie con una pagella molto alta: il suo voto di ammissione era, infatti, di 9/10. Il colloqui orale era andato molto bene: i professori lo avevano premiato con un 10. Non altrettanto perfette, invece, erano stati i tre scritti: il ragazzo aveva preso, infatti, 9 in italiano, 9 in matematica e 9 nella prova in lingua straniera.
Per i genitori queste ultime valutazioni erano prive di logica, perché il loro figlio minore avrebbe dovuto ottenere il massimo dei punti. Secondo loro la commissione aveva commesso degli errori con le griglie di valutazione.
La decisione del Tar sul ricorso della famiglia
I giudici hanno analizzato tutto il materiale prodotto per il ricorso e la decisione finale non ha dato ragione ai genitori. Secondo il TAR, infatti, le accuse della famiglia dello studente non erano fondate e il voto è rimasto lo stesso. In pagella il ragazzo ha un 9, come deciso dai professori.
I giudici hanno spiegato di non potersi sostituire alla "discrezionalità tecnica" dei professori e di poterlo fare solo in presenza di errori di calcolo palesi ed evidenti. In questo caso, invece, le correzioni degli insegnanti erano motivate e presenti sui compiti scritti. Nella prova d’italiano, ad esempio, sono stati individuati degli errori grammaticali nell’uso di lettere maiuscole e minuscole e imprecisioni di lessico e contenuto. I docenti hanno anche lamentato anche l’utilizzo di "frasi fatte" che per loro indicavano una "non approfondita conoscenza dell’argomento".
Per quello che riguarda, invece, la seconda prova, quella di matematica, nei verbali si legge che il candidato ha realizzato male i grafici proposti e ha compiuto anche errori nella soluzione del problema, non applicando in modo corretto la formula di calcolo dell’altezza. Da questo errore ne sono seguiti altri compiuti dal ragazzo nel calcolo del volume e del peso dell’oggetto. Tutto questo era stato scritto nero su bianco dai docenti al momento della correzione della prova.
Una magra consolazione per la famiglia è rappresentata dal fatto che i giudici hanno stabilito la compensazione delle spese legali tra le parti.