Foto rubate, Azzolina: "Serve l'educazione affettiva a scuola"
Dopo il caso delle foto rubate, l'ex ministra Azzolina, tra le vittime del forum, torna a ribadire l'importanza dell'educazione affettiva a scuola
Sono molte le esponenti politiche, e non solo, che hanno scoperto la presenza di loro foto rubate su un sito in cui da anni vengono condivise immagini di donne senza consenso corredate da commenti sessisti, volgari e violenti. Tra queste c’è anche Lucia Azzolina, ex ministra dell’Istruzione e oggi preside in un istituto di Biella, che ha ribadito: “Serve l’educazione affettiva a scuola“.
- Perché per Azzolina serve l'educazione all'affettività a scuola
- Cosa deve fare il Governo secondo l'europarlamentare Moretti
- Educazione affettiva a scuola, cosa ha fatto il Governo?
Perché per Azzolina serve l’educazione all’affettività a scuola
C’è anche la ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina tra le vittime degli utenti che dal 2005 condividono e commentano foto di donne senza consenso su un forum online adesso oscurato.
“Ho avuto il dispiacere di vedere le mie foto pubbliche, insieme a quelle di tante altre donne italiane, commentate da uomini indubbiamente volgari, frustrati e per i quali servirebbe una serissima educazione all’affettività, al buon gusto e a tanto altro”, ha scritto Azzolina sulla sua pagina Facebook.
E ha aggiunto: “Ostiniamoci a pensare, da perfetti ipocriti, che nelle scuole non serva educare pure a questi temi e vedremo siti e commenti, come quelli che ho letto, anche per i prossimi anni”.
Cosa deve fare il Governo secondo l’europarlamentare Moretti
Anche l’eurodeputata Alessandra Moretti, tra le vittime del forum, in un’intervista a Vanity Fair ha lanciato un appello al Governo perché venga introdotta l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole come materia obbligatoria.
L’eurodeputata ha detto che “è necessario che il Governo capisca che servono risorse adeguate per pagare professionisti che a seconda dell’età insegnino questa materia agli studenti nel modo più appropriato, imprimendola nella loro mente come avviene con la tabellina del 2, la scrittura e l’ortografia e la grammatica”.
Moretti ha aggiunto: “Oggi i ragazzi e le ragazze tramite i social hanno accesso a qualunque informazione e purtroppo se non insegniamo loro come relazionarsi all’altro e alla sfera sessuale e sentimentale si educano da soli nell’unico modo che possono, cioè rivolgendosi a siti pornografici che esaltano la violenza, la brutalità e la sottomissione della donna rispetto al maschio, considerata alla stregua di un oggetto da usare e sfruttare, senza tener conto della sua dignità”.
L’educazione affettiva e sessuale, secondo Moretti, insegnerebbe ai ragazzi “come approcciarsi all’altro sesso in modo rispettoso, senza prescindere dal consenso”. Le ragazze, invece, imparerebbero a “conoscere loro stesse” e “a individuare velocemente i campanelli d’allarme e cosa sia una molestia o una violenza”.
Educazione affettiva a scuola, cosa ha fatto il Governo?
A settembre 2024, nell’ambito delle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, è stata introdotta una sezione dedicata all’educazione al rispetto e alle relazioni.
Secondo un’indagine del ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), l’86,7% delle scuole pubbliche superiori ha avviato “progetti per l’educazione al rispetto verso le donne, per educare a relazioni corrette e per il contrasto alla violenza sulle donne durante l’anno scolastico 2024/25”. Nell’87,4% dei casi, hanno specificato dal MIM, si tratta di iniziative di “carattere curriculare”, ovvero che vengono svolte durante il normale orario scolastico.
Questi progetti, hanno evidenziato dal ministero, “hanno portato a cambiamenti nel comportamento, come la riduzione di fenomeni di bullismo o di episodi di violenza di genere: il 68,5% delle scuole dichiara di aver osservato miglioramenti dopo le attività proposte”.
Il ministro Giuseppe Valditara ha inoltre annunciato un piano strategico di supporto alle scuole, con la collaborazione della piattaforma Indire, per promuovere l’educazione al rispetto e alla parità di genere.
Per quanto riguarda l’educazione sessuale, è al vaglio del Parlamento un disegno di legge presentato dal ministro Valditara che reca le ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico‘. Il testo prevede la richiesta del consenso delle famiglie “in relazione alle eventuali attività scolastiche riguardanti il tema della sessualità”. Da queste sono escluse “l’educazione alla conoscenza del corpo umano, della riproduzione e della sessualità biologica” previste nei programmi scolastici.
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