Galiano e i sogni dei giovani: il dato sconcertante e la lezione
Cosa succede se i giovani smettono di sognare? Ne ha parlato prof Enrico Galiano, riportando un dato allarmante che riguarda adulti e genitori
I giovani hanno smesso di sognare. Cosa sta succedendo? E quali sono le cause? Ne ha parlato Enrico Galiano, docente di italiano e scrittore con grande seguito sui social, che ha riportato alcuni dati sconcertanti.
- Perché i giovani non sognano più
- Il dato sconcertante riportato da prof Galiano
- Cosa dovrebbero fare gli adulti secondo prof Galiano
Perché i giovani non sognano più
In occasione della presentazione del suo nuovo libro “Quel posto che chiami casa”, a Montebelluna, prof Galiano ha spiazzato i presenti, tra giovani, adulti e insegnanti, parlando di un tema delicato: i giovani stanno smettendo di sognare. A dimostrarlo è un esperimento condotto proprio dal docente durante i suoi incontri con gli studenti delle scuole medie e superiori.
Ai giovani alunni chiede sempre di alzare la mano se hanno ancora un sogno nella vita e ciò che emerge è “un fenomeno che andrebbe studiato”, secondo Galiano: “Alle scuole medie si alzano circa il 90% delle mani“, ha affermato sottolineando l’entusiasmo dei ragazzi che vorrebbero ancora fare “l’astronauta” o “cambiare il mondo”, come riporta Qdpnews.
Ma il risultato cambia profondamente con gli studenti delle scuole superiori: “In certe scuole si arriva al 30% di mani alzate… mai oltre la metà”. Cosa succede nel passaggio tra le medie e le superiori tra giovani, che già a 16 anni considerano un lusso la possibilità di sognare? Una risposta l’ha data una studentessa: “È normale prof, diventi più grande, diventi più realista“.
Un altro studente ha accusato gli stessi docenti di “far passare la voglia di sognare”. Risposte che dimostrano come gli adolescenti (che sempre più spesso utilizzano l’IA come “confidente” personale), si sentono spesso intrappolati in un sistema che gli chiede di essere “la versione di te che il mondo si aspetta”.
Il dato sconcertante riportato da prof Galiano
È proprio l’aspettativa della società in cui si vive che conduce le persone verso l’insoddisfazione personale. Come spiegato da prof Galiano, una ricerca ha dimostrato che solo il 19% degli adulti nel mondo occidentale è felice del proprio lavoro e inizia la propria giornata con la sicurezza di seguire la loro inclinazione.
“L’altro 81% cosa fa? Posticipa la sveglia… non vede l’ora che arrivi il fine settimana”, ha aggiunto Galiano, che ha riportato l’esempio emblematico di un suo ex alunno. Si tratta di un giovane campione di nuoto che nonostante i successi e l’orgoglio dei suoi genitori, odiava la competizione e le tante aspettative che ormai erano centrali nella sua vita quotidiana. Confessandosi con il docente, ha ammesso in lacrime di non riuscire più a sopportare questa situazione e ha confidato che in realtà la sua vera passione era il disegno. Non era una disciplina in cui eccelleva, ma sarebbe stata quella che l’avrebbe reso felice. Ma non l’ha scelta per non deludere le aspettative altrui.
Cosa dovrebbero fare gli adulti secondo prof Galiano
Secondo Galiano servirebbe un cambiamento da parte degli adulti nell’approccio con i giovani. In primo luogo, i genitori dovrebbero far proprio un concetto importante: “I figli non provengono da voi ma attraverso di voi”, ha detto Galiano ai presenti. Non sono una proprietà, ma persone che devono avere la possibilità di sbagliare e di crescere.
L’orgoglio di un genitore non dovrebbe risiedere nella somiglianza di un figlio a loro, ma nella consapevolezza della loro unicità. “Potete dar loro tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri. Potete sforzarvi di essere simili a loro ma non cercare di renderli simili a voi”, ha sottolineato il docente e scrittore.
Il secondo punto è l’incoerenza degli adulti che gli stessi giovani rilevano ogni giorno. Si chiede ai ragazzi e alle ragazze di “essere se stessi”, di inseguire i propri sogni, ma sono i primi a non farlo. Galiano si chiede quindi se non siano proprio gli adulti stessi a non credere nei sogni, trasmettendo ai ragazzi il messaggio che non sono all’altezza di “volare in alto”.
Ecco quindi cosa dovrebbero fare gli adulti: spronare i ragazzi a non temere di volare alto, a inseguire la propria passione, anche se non sono perfetti e non ottengono risultati eccellenti. La vera realizzazione, infatti, non risiede nel successo, ma nella felicità di fare ciò che si ama. Il discorso di Galiano si conclude con l’invito rivolto agli adulti di “essere archi potenti” per i giovani, in grado indirizzarli verso un futuro in cui saranno soddisfatti e felici, senza mai accontentarsi o tradire se stessi.
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