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Il professor Enrico Galiano Ipa

Galiano e l'aneddoto sulla ricreazione a scuola citando Leopardi

Prof Enrico Galiano ha raccontato su Facebook un aneddoto che riguarda un momento vissuto a scuola durante la ricreazione: ha anche citato Leopardi

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Prof Enrico Galiano sui social racconta spesso episodi vissuti a scuola: lui insegna alle scuole medie e ama osservare i suoi studenti, soprattutto nei momenti “di libertà”, come l’intervallo. Il docente scrittore ha raccontato un aneddoto che riguarda proprio la ricreazione e una scenetta romantica e dolcissima che ha vissuto da spettatore. Ha persino citato Giacomo Leopardi nel descrivere alcune dinamiche che non cambiano mai.

Cosa fa prof Galiano mentre sorveglia gli alunni all’intervallo

Su Facebook il docente delle scuole medie ha raccontato: “L’altro giorno a ricreazione mi sono messo lì in cortile, a fare sorveglianza“. Per lui fare sorveglianza significa “ascoltare, guardare, captare vita vera“.

Scherzandoci su Enrico Galiano ha detto: “A volte penso manchi solo la musica di Quark, quando li osservo: ‘Ecco un tipico esempio di maschio giovane che si approccia a un esemplare femmina. Come in molte specie di uccelli, opta per la danza rituale, ovvero lo sfoggio di un nuovo taglio improponibile di capelli, illegale in molti Stati ma per qualche motivo qui considerato di gran pregio fra le femmine della specie…'”.

Prof Galiano racconta un episodio accaduto a ricreazione

Quel giorno mentre osservava i suoi studenti, si è ritrovato a essere testimone di una scena davvero toccante. “A un certo punto mi arriva alle orecchie la seguente dichiarazione: ‘Domani facciamo il nostro primo mesiversario!‘”. I protagonisti sono un ragazzo di terza, ripetente, e una ragazza di seconda media”.

“Li vedevo appiccicati da un po’, in effetti. Ma adesso che ci avviciniamo al primo mese arrivano tutti i crismi dell’ufficialità“, ha spiegato il professore, aggiungendo che “è stato tenero e al tempo stesso tragico vedere come se lo dicevano: con negli occhi quella specie di assurda convinzione che sarebbe stato il primo di molti, infiniti mesiversari. La lucetta nei loro occhi che, contro ogni legge statistica, diceva: ti vedo già come la donna che porterò all’altare“.

Il professore aveva voglia di “compatirli” e al tempo stesso provava invidia: “Non tanto per la loro – orribile – età, che non rivivrei mai. Per quell’intensità. Quel sentimento. Quella capacità di vedere l’infinito in un granello di sabbia”. A questo punto nel suo post su Facebook, Galiano ha citato Giacomo Leopardi e una sua celebre frase: “I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto”.

I ricordi degli anni ’90 di prof Galiano

Prof Enrico Galiano si è poi lasciato andare ai ricordi del passato, ma non i suoi: “Il primo mesiversario vero l’ho fatto a vent’anni suonati”, ha confessato, sottolineando che, però, “il mesiversario c’era già negli anni ‘90. Lo festeggiavi regalando piccoli trudini, cd di Ambra Angiolini, miniboccette di Bonbon Malizia (per lei), o altri piccoli trudini, cd dei Guns ‘n’ roses, chilometriche lettere scritte con penne profumate (per lui)”.

A quei tempi il mesiversario veniva sancito “con quattro fototessere diverse alla macchinetta, in stazione; con due braccialetti di spago colorato che non si sarebbero mai e poi mai spezzati; con una felpa di lui che restava addosso a lei e una sciarpa di lei che poi si fregava la sorella di lui”, ha detto scherzando il docente, aggiungendo che quel traguardo veniva raccontato “con la colonna sonora di compilation fatte in cassette registrate, premendo insieme play e rec e pregando che il deejay se ne stesse zitto all’attacco della canzone”.

Era un momento importante: “Altro che amore liquido. Altro che Bauman. Altro che chiacchiere. Il mesiversario era un rito sacro“.

La riflessione sull’amore in adolescenza

Nel suo lungo post su Facebook, Enrico Galiano ha anche riflettuto sul fatto che nulla è cambiato: “È una delle poche cose che sono rimaste di quegli anni, con la differenza che oggi, se arrivi a tre mesiversari, superi già la lunghezza di molti matrimoni. Ma è ancora quella roba lì”.

Il docente, parlando dell’amore in adolescenza, ha svelato che “un mese, a tredici anni, non è poco. È tantissimo. È tutto quello che hai vissuto, moltiplicato per mille. Perché l’amore è eterno finché dura. Ma se dura un mese, e hai tredici anni, è eterno ancora un po’ di più”.

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