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Galiano svela: "Negli ultimi anni ho studiato arte". La "lezione"

"Negli ultimi anni ho studiato arte", ha svelato prof Enrico Galiano prima di offrire una "lezione" su "La gazza", celebre dipinto di Claude Monet

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il prof e scrittore Enrico Galiano ha rivelato di essersi dedicato allo studio della storia dell’arte negli ultimi due anni. Ha così deciso di offrire ai suoi follower una piccola "lezione" su un celebre quadro del pittore francese Claude Monet, La gazza.

Prof Galiano e la passione per l’arte: la studia da due anni

"Negli ultimi due anni mi sono messo a studiare arte, che alle superiori avevo un po’ trascurato. L’ho fatto perché stavo scrivendo un romanzo in cui ci sarebbe stato un professore appassionato di questa materia", ha svelato Enrico Galiano in un post pubblicato sui suoi profili social.

"Il fatto è che mi sono ritrovato il quaderno pieno di appunti, di storie, di analisi di quadri che poi non sono potute entrare dentro il libro". Da qui la decisione di condividere con il pubblico il frutto del suo studio, raccontando le suggestioni raccolte osservando La gazza (La Pie) di Claude Monet, dipinta tra il 1868 e il 1869 e oggi esposta al Musée d’Orsay di Parigi.

"Tanto per essere chiari: non sono un professore di arte, quindi le mie analisi sono totalmente basate su uno studio appassionato e sulla mia sensibilità personale", ha detto prima di iniziare.

La lezione di prof Galiano su La gazza di Monet

Quando ci si trova davanti a La gazza, la prima cosa che colpisce è il paesaggio innevato. "C’è la neve, ovunque", osserva Galiano. Eppure, se si guarda da vicino, "succede una cosa strana – suggerisce il prof -: ti accorgi che quella neve non è davvero bianca. Dentro ci sono azzurri, viola, gialli, perfino un po’ di rosa".

Il motivo? "Perché Monet aveva capito che un colore cambia continuamente a seconda della luce che riceve. Forse tutta la sua pittura nasce dall’ossessione di fermare il tempo, fermare la luce".

Galiano ha così citato una lettera di Monet, datata 1885, in cui il pittore scrisse: "Ho una serie di quadri nella neve in lavorazione e ho una sola paura: che cambi il tempo". Perché, dice, quando "il sole si sposta, un’ombra cambia colore. E quello che stai dipingendo dopo cinque minuti è già un’altra cosa".

Le ombre del quadro, secondo Galiano, diventano come delle lancette: "Quei rosa, quei viola, quegli azzurri sulla neve sono effetti che possono durare pochissimo". In altre parole, "Monet dipingeva contro il tempo".

Il pittore ha realizzato circa 140 paesaggi invernali, ma in questo quadro succede una cosa particolare: "In mezzo a tutta questa neve c’è lei, una gazza minuscola appoggiata sulla staccionata", precisa l’insegnante.

La gazza protagonista del dipinto "non vola, non canta, non fa praticamente niente, eppure ti sembra quasi di sentirla". Forse, fa notare, "è grazie a lei se questo quadro gelido ti dà anche una strana sensazione di tepore". E ha invitato il pubblico a immaginare la scena senza l’uccello: "È un po’ più vuoto, vero?".

"È una cosa che succede anche nella vita", riflette Galiano. "A volte a cambiare la temperatura di un posto non è un termosifone o il sole, ma è una presenza". Qualcuno che "magari non fa niente di speciale, però c’è. E improvvisamente tutto quello che gli sta intorno sembra un po’ più vivo. Ognuno di noi, credo, ha la sua gazza, quella persona a cui basta un cenno per intiepidire il gelo o per farti sentire un po’ d’aria fresca quando di soffocare", conclude il professore.