Genitori e figli, messaggio di Crepet alle mamme: "È mostruoso"
Lo psichiatra Paolo Crepet torna a parlare del rapporto tra genitori e figli e lancia un messaggio alle mamme: "Mostruoso, questo è l'errore"
In un mondo in cui il rapporto tra genitori e figli sembra sempre più complesso e delicato, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha lanciato un messaggio agli adulti definendo “mostruoso” l’atteggiamento di alcune mamme.
- Qual è "l'errore" dei genitori di oggi (per Crepet)
- Cos'ha detto Crepet su giovani, medicina estetica e tatuaggi
- Il messaggio di Paolo Crepet alle ragazze
Qual è “l’errore” dei genitori di oggi (per Crepet)
In un mondo dominato dai social network e dall’immagine perfetta, lo specchio è diventato onnipresente e molti ragazzi e ragazze si confrontano continuamente con versioni idealizzate di se stessi e degli altri.
“Una volta c’erano pochi specchi. Oggi lo specchio è ovunque, soprattutto nel telefonino. Ci si guarda continuamente. E meno ti guardi con benevolenza, meno ti approvi. Perché? Perché l’idea che abbiamo degli altri, e soprattutto delle altre, è falsata, idealizzata”, ha spiegato Paolo Crepet intervistato da Il Tirreno.
In questo contesto, i genitori hanno una “responsabilità enorme”, ha affermato Crepet. “L’errore è voler essere uguali ai figli: a volte le mamme indossano gli stessi vestiti delle loro figlie, vanno agli stessi aperitivi, ascoltano la stessa musica”.
Il professore ha evidenziato che “un genitore deve fare il genitore, non il coetaneo“. E ha proseguito: “A cinquant’anni non puoi vivere come se ne avessi venti. La bellezza cambia, si trasforma, e va accettato. Si può essere affascinanti per le idee, per la testa, per l’ironia. Restare aggrappati all’immagine della ventenne è mostruoso“, ha detto senza mezzi termini.
Cos’ha detto Crepet su giovani, medicina estetica e tatuaggi
Nel corso dell’intervista, Crepet ha affrontato anche temi che riguardano direttamente la percezione del corpo e le scelte estetiche dei giovani. Secondo lui, il rapporto con il proprio aspetto fisico oggi è estremamente complicato: davanti allo specchio non si cerca più solo un riflesso, ma una conferma del proprio valore. Quando i ragazzi vedono immagini costantemente ritoccate e perfezionate, finiranno per giudicarsi più severamente e sentirsi inadeguati.
Per questo, a suo avviso, si inizia a fare ricorso alla chirurgia estetica fin da giovanissimi, un segnale che ha definito “preoccupante“. “Una ragazza di diciott’anni che si fa le labbra a canotto: cosa succede quando ne avrà settanta?”, ha domandato l’esperto.
Lo stesso, per lo psichiatra, vale per i tatuaggi fatti senza riflettere, magari per seguire una moda: “A vent’anni può sembrare tutto bello, poi il corpo cambia, cala, si trasforma. È un modo per camuffarsi, come le ciglia finte. Ho visto ragazze devastate da scelte impulsive, come tatuarsi il nome del fidanzato e poi dover ricorrere al laser per cancellarlo o camuffarlo”.
I ritocchi così come i filtri social, ha osservato Crepet, riflettono una fragilità più profonda: la difficoltà di accettare se stessi in un mondo in cui la perfezione viene venduta come uno standard raggiungibile e desiderabile. Si ricorre a questi strumenti per costruire un’immagine artificiale che più è distante dalla realtà più crea “disagio, frustrazione, perdita di autenticità”.
Il messaggio di Paolo Crepet alle ragazze
Crepet ha poi rivolto un messaggio alle ragazze che si sentono inadeguate davanti allo specchio. Il professore ha invitato le giovani a “non omologarsi” e a “ribellarsi all’idea che bisogna essere per forza tutte uguali“.
L’altro consiglio dello psichiatra è quello di “parlare, chiedere aiuto, non chiudersi” e di “non sentirsi ‘preda'” di uno sguardo esterno che giudica e condiziona. La bellezza fisica, ha ricordato, “può svanire da un momento all’altro”.
Il suo consiglio finale: “Le chiappe prima o poi cadono. Le idee restano”. Ed è su quelle che bisogna costruire la vera bellezza e la propria identità, non su un’immagine destinata a cambiare.
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