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Genny Urtis a Belve, il botta e risposta con Fagnani su Pasolini

Genny Urtis è stata ospite nella trasmissione Belve e ha avuto uno scambio di battute con Francesca Fagnani sulla figura di Pier Paolo Pasolini

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Genny Urtis, la specialista in medicina estetica e personaggio Tv, è stata ospite di Francesca Fagnani nella nota trasmissione di Rai 2, Belve. Tra i vari botta e risposta è stata tirata in ballo anche la figura dello scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini.

Il confronto tra Genny Urtis e Francesca Fagnani

Tra le varie domande poste dalla conduttrice di Belve, Fagnani ha chiesto a Genny Urtis se si sentisse “un personaggio pasoliniano dei nostri tempi”.

L’ospite però sembra non aver ben compreso cosa intendesse la giornalista.

“Che vuol dire? Pasolini che faceva? Era un po’ così, perverso“, ha risposto Urtis.

Francesca Fagnani ha subito fermato il dibattito evidenziando che non le sembrava “il contesto per parlare di Pasolini”. Allora Genny Urtis ha replicato che leggerà qualcosa dell’autore, aggiungendo: “Sa, leggo tutto il giorno social“.

Francesca Fagnani ha quindi lanciato una frecciatina ironica: “E s’è persa Pasolini“.

L’anniversario della morte di Pasolini

Pier Paolo Pasolini è stato uno dei personaggi più importanti della cultura del Novecento. Lo scrittore, poeta e regista è morto il 2 novembre del 1975.

Nel 2025 ricorrono i 50 anni dall’improvvisa scomparsa e in tutta l’Italia e anche all’estero sono state organizzate diverse celebrazioni per ricordare questo anniversario.

Pasolini, comunista, cattolico e omosessuale, aveva uno sguardo particolare per gli svantaggiati della società.

A Roma, da metà ottobre a fine dicembre, è stata organizzata una grande rassegna multidisciplinare con spettacoli, performances, concerti, reading, incontri, proiezioni, mostre, percorsi urbani ed eventi sportivi.

Pasolini suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della società dei consumi.

Venne ucciso all’età di 53 anni, percosso e travolto dalla sua stessa auto sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia, località del comune di Roma. Il cadavere fu ritrovato da una donna alle 6:30 circa del mattino e venne poi riconosciuto dall’amico Ninetto Davoli.

Dell’omicidio fu incolpato Giuseppe “Pino” Pelosi, diciassettenne di Guidonia Montecelio, già noto alle forze dell’ordine come ladro di auto e “ragazzo di vita“, fermato la notte stessa alla guida dell’auto dello scrittore. In realtà però sono sempre rimasti dubbi su quanto accaduto la notte del 2 novembre 1975 e sulla morte di Pasolini.

Per l’importanza della sua poesia, l’intellettuale è stato inserito dal critico statunitense Harold Bloom tra gli scrittori che compongono il Canone Occidentale.

È inoltre stato definito nel volume a cura di Francesco Ottonello come il “primo grande artista multimediale dell’epoca contemporanea”, noto per il suo “cinema di poesia“. A proposito della stretta relazione tra arte e vita si è parlato di “letteratura corporale”, intendendo la personificazione della letteratura nel corpo dello scrittore.

Tra le maggiori opere di Pasolini si ricordano i romanzi Ragazzi di Vita e Una vita violenta. Il primo narra una serie di episodi legati dalla figura del Riccetto, un ragazzo delle borgate di Roma coinvolto in attività criminali insieme agli altri giovani del quartiere.

In Una vita violenta il protagonista è Tommaso che, a differenza di Riccetto, vive nella criminalità ma nel corso della vita gli si presentano possibilità di redenzione. Il personaggio riflette sulla propria condizione e alla fine riesce a compiere delle buone azioni e a rientrare nella società che lo aveva rifiutato.