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Cecchettin agli studenti: “Ai genitori chiedete questo regalo” ANSA

Cecchettin agli studenti: “Ai genitori chiedete questo regalo”

Gino Cecchettin ha incontrato gli studenti di CampBus a cui ha parlato di gestione delle emozioni e controllo delle proprie azioni

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Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Gino Cecchettin, con la fondazione intitolata alla figlia Giulia, è molto attivo nelle scuole per parlare di violenza di genere e promuovere progetti di educazione all’affettività tra i giovani. Il 22 settembre ha incontrato oltre 400 studenti in occasione del progetto CampBus del Corriere della Sera con un incontro sull’educazione all’affettività che si è tento nel liceo classico milanese "Cesare Beccaria".

Gino Cecchettin incontra 400 studenti

Cecchettin ha esordito dicendo agli studenti che in loro rivede i suoi figli e che è sempre "una grande emozione tornare fra i banchi di scuola".

Poi ha raccontato che, dopo i funerali della figlia Giulia, uccisa dall’ex fidanzato nel 2023, si è chiesto: "di quali strumenti avrebbe avuto bisogno Filippo Turetta (l’ex fidanzato, ndr) per non fare ciò che ha fatto? E di quali Giulia per aprirsi di più e chiedere aiuto?".

Al centro delle parole di Cecchettin c’è stata un’analisi sulle emozioni e sulla capacità di gestirle.

"Da un lato Filippo – ha affermato – che non è stato in grado di dominarle. Dall’altro lato Giulia, che temeva per lui. Filippo alternava momenti in cui minacciava di uccidersi a fasi in cui diventava violento, possessivo".

L’uomo ha quindi spiegato che la Fondazione a cui ha deciso di dare vita "risponde proprio a questo scopo: parlare di violenza di genere, offrire momenti di ascolto dei ragazzi e occasioni di confronto sui loro stati d’animo".

Il consiglio di Gino Cecchettin agli studenti

Tornando alle emozioni, Cecchettin ha sottolineato che sono "qualcosa di impalpabile. Sono un movimento sia psichico che fisico. E, in sé e per sé, nessuna emozione è positiva o negativa".

"Non bisogna mai sentirsi in colpa, se si prova un’emozione", ha ricordato il padre di Giulia, aggiungendo però che "quando diventa molto forte, è importante parlarne con chi ti vuole bene, ritagliarsi il tempo per farlo".

"In occasione del 22esimo compleanno di Giulia le avevo regalato un sabato: io e lei, da soli. Siamo andati a Padova e abbiamo chiacchierato tantissimo", ha raccontato l’uomo invitando i giovani a fare una richiesta alle loro madri e padri.

"Chiedete del tempo, ai vostri genitori", è il consiglio agli studenti.

Come gestire le emozioni secondo Gino Cecchettin

Ai giovani presenti all’incontro è stato sottoposto un test in cui hanno dovuto scrivere le loro reazioni di "pancia" a domande come "Se ti ama è geloso/a. Vero o falso?", oppure "Lui/lei vi chiede di essere rassicurato/a. È amore o controllo?".

La psicoterapeura Lara Pelagotti ha evidenziato che "nessuna emozione è un ordine. Si può essere gelosi, ma non controllanti. Se si ha paura di perdere una persona, si può verbalizzare e affrontare la cosa insieme, senza chiedere la password del telefono".

Se non ha senso cercare di soffocare le emozioni, quel che si può fare è invece controllare le proprie azioni.

Nella discussione su emozioni e controllo delle azioni, Gino Cecchettin ha infine rivolto una domanda ai giovani presenti: "Qual è stato il vostro momento più memorabile?". I ragazzi hanno risposto in modo diverso tra chi ha ricordato il primo bacio e chi un ballo fino a notte tarda.

"Da quando abbiamo dato vita alla Fondazione ho sentito, girando per le scuole, circa tremila momenti memorabili. E sono quasi tutti di socialità, hanno a che fare con l’altro, con un momento di condivisione", ha concluso il padre di Giulia.