Giorgia Meloni cita Virgilio: cosa significa "Sic itur ad astra"
Cosa significa la frase di Virgilio "Sic itur ad astra", citata dalla premier Giorgia Meloni nel suo discorso all'assemblea di Confindustria
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato Virgilio durante l’assemblea nazionale di Confindustria, che si è tenuta il 26 maggio a Roma. La frase menzionata dalla premier è: "Sic itur ad astra". Ma cosa significa e qual è la sua origine?
- Perché Giorgia Meloni ha citato Virgilio
- Cosa significa la frase di Virgilio "Sic itur ad astra" citata da Meloni
- L'origine della frase latina "Sic itur ad astra"
Perché Giorgia Meloni ha citato Virgilio
"‘Sic itur ad astra’, scriveva Virgilio, ‘così si sale alle stelle’. Per farlo, noi non dobbiamo temere di volare alto, di osare, di liberarci dalle incrostazioni, di scardinare le abitudini, per concentrarci su quello che alla fine sappiamo fare meglio, che è resistere, inventare e rilanciare". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella parte finale del suo intervento all’assemblea nazionale di Confindustria.
"Per questo vi chiedo di non avere paura, perché il tempo delle incertezze è anche il tempo del coraggio. E il tempo del coraggio inevitabilmente è anche il tempo delle scelte. Siate coraggiosi e io vi prometto che farò lo stesso. Vi ringrazio, viva l’Italia", ha concluso la premier.
Cosa significa la frase di Virgilio "Sic itur ad astra" citata da Meloni
La frase latina "Sic itur ad astra" detta da Meloni all’assemblea di Confindustria è un’espressione di Publio Virgilio Marone, noto semplicemente come Virgilio, utilizzata nel verso 641 del libro IX dell’Eneide, il grande poema epico sulle origini di Roma scritto tra il 29 e il 19 avanti Cristo.
Il verso completo recita: "Macte nova virtute, puer, sic itur ad astra", ovvero "avanti così, ragazzo, con questo nuovo valore: è così che si sale alle stelle". A pronunciare questa frase è il dio Apollo che si rivolge a Ascanio (o Iulio), figlio di Enea, per incoraggiarlo dopo che il giovane ha ucciso con una freccia Numano Remulo durante l’assedio dei Rutuli.
È la prima volta che Ascanio partecipa a una guerra. Dopo il colpo non esulta, rimane immobile. In quel momento avviene il suo passaggio dall’adolescenza all’età adulta: non è più un figlio da proteggere, ma un individuo che ha agito prendendosi la responsabilità delle proprie scelte. È a quel punto che arriva Apollo, che nell’Eneide incarna una funzione educativa, e pronuncia la celebre frase.
L’origine della frase latina "Sic itur ad astra"
La locuzione "Sic itur ad astra" compare nel libro IX dell’Eneide quando il dio Apollo incoraggia Ascanio, sancendone il passaggio simbolico all’età adulta. Le stelle rappresentano la gloria, il successo, la realizzazione del proprio destino. E le stelle si raggiungono solo attraverso virtù, disciplina e coraggio.
Da questo verso virgiliano prende avvio una lunga tradizione di motti sull’ascesa verso la gloria. Nell’età medioevale e rinascimentale, la formula virgiliana verrà reinterpretata fino a trasformarsi nella più celebre "Per aspera ad astra", letteralmente "attraverso le asperità si arriva alle stelle", utilizzata per indicare il successo ottenuto superando ostacoli e difficoltà.
Ma il tema del raggiungimento della gloria attraverso la fatica è ancora più antico, e lo ritroviamo anche in Omero (VIII – VII secolo a.C.). Nell’Iliade, per esempio, gli eroi sono pronti a sacrificare la loro vita pur di conquistare il kleos, la fama imperitura che sopravvive alla morte.