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Stilista di moda Giorgio Armani Ansa

Giorgio Armani e il retroscena sulla laurea (e su un abito)

A qualche giorno dalla morte di Armani, ecco un singolare aneddoto sulla laurea conferita allo stilista e su un particolare abito del fashion designer

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Giorgio Armani è stato uno dei più importanti protagonisti dell’industria fashion a livello internazionale. Ha contribuito a rendere iconico il Made in Italy nel mondo, con la sua moda elegante, raffinata, senza tempo. Un retroscena sulla laurea honoris causa a lui conferita può aiutare a conoscerlo meglio.

Laurea honoris causa a Giorgio Armani: il racconto della prorettrice

A raccontare il curioso aneddoto sulla laurea honoris causa, che la sede di Piacenza dell’Università Cattolica ha conferito nel 2023 a Giorgio Armani, è stata la prorettrice Anna Maria Fellegara. Come raccontato a L’Avvenire, durante il lockdown per la pandemia da Covid lo stilista e l’allora preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica hanno iniziato a scriversi.

“Erano giorni bui. Contavamo i morti, qui più che altrove. Non sapevamo che cosa sarebbe stato dei nostri studenti, dell’università, del futuro. E io sentivo l’esigenza che qualcuno invece di futuro parlasse loro, che li incoraggiasse”, ha spiegato la professoressa, piacentina come il fashion designer. Subito lei ha pensato al suo concittadino e da quella lettera è nata una proficua corrispondenza.

Anna Maria Fellegara ha poi avuto l’idea di invitarlo in università e anche di “premiare la sua storia di riuscita imprenditoriale e umana come esempio per i ragazzi. Fu un riconoscimento alla concretezza di questa riuscita, voglio sottolinearlo, non semplicemente al suo successo: c’è differenza tra le due cose”.

La prorettrice ha spiegato: “L’insegnamento e lo stimolo che dobbiamo dare ai nostri studenti è quello alla costruzione concreta di un percorso di realizzazione personale e imprenditoriale. Questa è stata la storia del Signor Armani e quel giorno ai ragazzi la raccontò, guardandoli uno a uno. Ricordo il suo sguardo sui giovani, di uno che vede e che li vede. Lo ricordo anche molto emozionato, molto sincero, tenne toga e tocco fino al momento in cui risalì sulla sua auto”.

Da allora Armani è rimasto “amico dei ragazzi anche con gesti concreti: borse di studio, inviti, appena prima dell’estate ci ha invitati tutti al Silos di via Bergognone, a Milano, per la mostra sulle sue collezioni storiche. Abbiamo organizzato un pullman per andarci”.

L’abito Armani indossato alla laurea dalla prorettrice dell’Università Cattolica

Del giorno del conferimento della laurea, la prorettrice ha anche un altro ricordo. “Il Signor Armani mi chiese quale fosse la ragione per cui avessi pensato proprio a lui per quel riconoscimento, insieme all’università. Io slacciai la toga e gli mostrai il vestito che indossavo: si trattava di un abito Armani, che mi era stato regalato per il giorno della mia laurea 40 anni prima, nel 1983. Gliene raccontai brevemente la storia”.

Sua madre lo aveva acquistato in uno dei negozi di lusso di Piacenza con grandi sacrifici. “La nostra non era una situazione facile, mio padre era mancato, io ero la primogenita, la prima ad aver studiato e a laurearsi in famiglia. E riceverlo, avere un vestito Armani in quegli anni, poterlo indossare in un giorno così importante, quello della prima grande svolta della mia vita in cui finiva il mio percorso di formazione e iniziava quello di impegno diretto nella mia professione, per me equivaleva a un premio e insieme a un segno distintivo”. La professoressa ha spiegato che quel giorno ha sperimentato per la prima volta “il significato di ciò che è abito e di ciò che ha significato l’abito disegnato da Armani per le donne“.

Di fronte a questo racconto, Armani ha semplicemente sorriso. Due settimane dopo lo stilista le ha inviato un regalo: un nuovo abito Armani. “La cosa che mi lasciò senza parole? Era perfetto, sembrava fatto su misura per me. Eravamo stati insieme dieci minuti”.

Che scuola ha fatto Giorgio Armani

Giorgio Armani è nato a Piacenza l’11 luglio 1934 ed è venuto a mancare il 4 settembre 2025. Nel 1949 si è trasferito a Milano con la famiglia, dove ha concluso le scuole superiori e si è iscritto alla facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano. Dopo tre anni ha abbandonato gli studi universitari, per prestare il servizio militare. Al congedo non è più tornato a studiare.

Ha iniziato a lavorare come vetrinista e commesso alla Rinascente, fino al 1965, intraprendendo i primi passi nel mondo della moda che lo ha ben presto incoronato come re indiscusso a livello internazionale.

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