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Giovani, Crepet attacca chi "non fa niente". E svela la sua paura

Paolo Crepet parla dell'indifferenza e attacca i giovani che "non fanno niente": tra "follia" e "normalità", qual è la paura dello psichiatra

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Paolo Crepet ha offerto una riflessione sull’essere (e il sentirsi) “normali”, sulla follia e sullo stato emotivo e sociale dei giovani, puntando il dito su “chi non fa niente“. In un mondo che sembra oscillare tra crisi globali e indifferenza diffusa, qual è la paura dello psichiatra?

Cos’ha detto Crepet sulla follia

Paolo Crepet ha spesso parlato di “normalità” e “follia“, e lo ha fatto anche nell’ultima puntata di Accordi e Disaccordie, andata in onda il 27 settembre sul Nove.

Alla domanda “il mondo sta impazzendo?”, Paolo Crepet ha risposto con una dichiarazione che ribalta la prospettiva comune: “Io ho molto rispetto per la follia, non la uso così in maniera disinvolta, tipo ‘quello è pazzo’”. Per Crepet, la follia non è una condizione da stigmatizzare, ma una dimensione da comprendere, persino da apprezzare. “A me sono sempre piaciuti i pazzi”, ha detto, citando Van Gogh come esempio di genialità fuori dagli schemi.

Crepet e la sua paura della “normalità”

Io ho più paura della normalità – ha proseguito Crepet -. Tra le due (follia e normalità), mi fa molto più paura la normalità, quelli che pensano di essere normali o quelli che predicano la normalità, anche perché non lo so. Lei lo sa cos’è la normalità?”, ha chiesto provocatoriamente rivolgendosi al conduttore Luca Sommi.

“Anche recentemente, c’è qualcuno che mi pare abbia un grande amore, quasi un’ossessione della normalità”. Ma “i geni non sono normali, e ce ne fossero“, ha concluso sul tema.

Cosa ha detto Crepet sui giovani (e cosa lo preoccupa)

Paolo Crepet ha anche parlato dei giovani che si sono imbarcati sulla Global Sumud Flotilla per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. “Io penso di dover essere molto preoccupato per tutti quei ragazzi e ragazze che sono indifferenti – ha affermato -. L’indifferenza mi colpisce moltissimo. È una cosa che diceva Kennedy tanti anni fa: chi cerca di essere neutrale nei momenti di crisi dell’umanità dovrebbe avere i posti più caldi dell’inferno. Questo lo diceva John Kennedy, e credo che abbia ragione”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un appello a coloro che sono a bordo della Flotilla, chiedendo di accettare la proposta di mediazione che prevede la consegna a Cipro degli aiuti destinati alla Striscia di Gaza evitando di uscire da acque internazionali.

“Ci sono delle frasi che colpiscono – ha continuato Crepet -. Io sono stato molto colpito da quello che ha detto il presidente della Repubblica. A me è sembrato un uomo dal coraggio straordinario, ha parlato da padre. Ha detto che sono dei ragazzi che fanno delle cose, come dire ‘i ragazzi devono reagire di fronte a un massacro terrificante come quello che sta accadendo‘” in Palestina.

Infatti, ha aggiunto, “non mi sorprende che (a bordo) ci siano dei ragazzi”. Al contrario, “mi sorprendono quelli che non fanno niente, quelli che stanno lì a guardarsi il telefonino: quelli mi sorprendono”, ha specificato lo psichiatra.

“Poi nel merito e nel metodo possiamo discutere. Non ho competenze per dire se sia giusto o sia sbagliato, però credo che sia molto importante che qualcuno, ogni tanto, parli fuori dal coro. E anche il presidente della Repubblica è riuscito a farlo, usando delle parole diverse da altro chiacchiericcio”, ha concluso Crepet.

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