Giovani europei sempre più esposti all'odio online: cosa succede
I messaggi d'odio sono dilaganti tra i giovani europei: il report dell'Eurostat fotografa una situazione allarmante, soprattutto per gli adolescenti
Un giovane su due riceve messaggi offensivi in Europa e la fascia più colpita è quella delle donne: è quanto emerge dal report dell’Ufficio statistico dell’Unione europea, l’Eurostat, che ha analizzato le esperienze di navigazione online delle nuove generazioni. L’indagine fotografa un fenomeno in crescita, alimentato soprattutto dall’uso quotidiano di social network e piattaforme digitali, dove commenti ostili, contenuti degradanti e messaggi d’odio risultano sempre più diffusi.
L’analisi evidenzia come l’esposizione a questo tipo di contenuti varia in modo significativo in base all’età, con i più giovani tra i gruppi maggiormente coinvolti, soprattutto durante l’adolescenza, e come le dinamiche dell’odio online colpiscano in maniera trasversale diversi ambiti della vita sociale.
- Odio online dilagante tra i giovani europei: le età più a rischio
- Le giovani donne sono le vittime principali: i numeri
Odio online dilagante tra i giovani europei: le età più a rischio
Contenuti ostili e degradanti, commenti offensivi e messaggi d’odio sono rivolti a specifici gruppi di persone o a individui e crescono con il diminuire degli anni: le giovani generazioni ne sono state vittime più di qualsiasi altra fascia d’età nel 2025.
I temi alla base dell’odio online sono relativi principalmente alle opinioni politiche o sociali e all’origine razziale o etnica delle persone prese di mira. A incentivare il dilagare del fenomeno sarebbero proprio i social network e le piattaforme digitali. Secondo i dati dell’Eurostat, analizzati dalla redazione di Info Data de Il Sole 24 Ore, il 54% degli utenti di età compresa tra i 25 e i 34 anni e il 53,7% di quelli tra i 16 e i 24 anni ha ricevuto messaggi offensivi, ostili o umilianti.
Con il crescere dell’età diminuisce l’incidenza: si scende al 46,4% per la fascia d’età 35-44 anni, al 38,9% tra i 45-54enni, al 32,8% tra i 55-64enni e al 28,1% tra i 65-74enni. Ciò che evidenziano questi numeri non passa inosservato: le età più psicologicamente vulnerabili (soprattutto nell’adolescenza) sono quelle più esposte all’odio online.
Le giovani donne sono le vittime principali: i numeri
Ancora una volta, sono le giovani donne a risultare le più esposte ai messaggi ostili online. Tra gli utenti web europei di età compresa tra i 16 e i 24 anni, il 57,2% delle ragazze ha dichiarato di aver incontrato contenuti offensivi o degradanti sul web, contro il 50,4% dei ragazzi, con una tendenza diffusa in tutte le tipologie di messaggi analizzati.
Le differenze più marcate emergono su temi specifici. In particolare, l’esposizione varia sensibilmente a seconda del tipo di contenuto e del tema trattato: i messaggi negativi legati all’orientamento sessuale riguardano il 37,8% delle ragazze e il 32,6% dei ragazzi, quelli sul sesso il 30,9% contro il 24,9%, mentre quelli sulle disabilità coinvolgono il 23,0% delle giovani donne e il 19,3% dei giovani uomini.
Restano comunque elevate anche le percentuali relative ad altre categorie: i contenuti ostili su opinioni politiche o sociali colpiscono il 42,5% delle ragazze e il 39,3% dei ragazzi, mentre quelli legati all’origine razziale o etnica riguardano il 38,2% delle ragazze e il 35,6% dei ragazzi. Anche quando le differenze tra generi si riducono, quindi, i livelli complessivi di esposizione restano comunque significativi.
Questo quadro evidenzia una sfida crescente per le istituzioni, le scuole e le stesse piattaforme digitali che fungono da veicolo dell’odio social, nel garantire ambienti online più sicuri soprattutto per le nuove generazioni.