Giovanni Verga tra le tracce della Maturità 2026: cosa ripassare
Giovanni Verga è uno degli autori più quotati per le tracce dell'esame di Maturità 2026: cosa ripassare sullo scrittore in vista della prima prova
Giovanni Verga è uno degli autori più quotati per le tracce della prima prova della Maturità 2026, in programma per giovedì 18 giugno alle ore 8.30. Ebbene, cosa ripassare sullo scrittore simbolo del Verismo? Di seguito riportiamo qualche informazione sulla sua biografia, un riepilogo delle opere principali e gli aspetti fondamentali della sua poetica. Ovviamente, il consiglio è quello di approfondire tutti questi punti per preparavi al meglio.
Cosa ripassare su Giovanni Verga per la Maturità
Giovanni Verga è una figura centrale della letteratura italiana e il principale esponente del Verismo, corrente letteraria che si propone di rappresentare la realtà senza idealizzazioni, concentrandosi in particolare sulle condizioni di vita delle classi popolari e sulle difficoltà quotidiane.
Per un ripasso efficace è utile partire dal contesto storico e culturale. Nato a Catania nel 1840 da una famiglia benestante di idee liberali, Verga visse in un periodo di profondi cambiamenti per l’Italia: il secondo Ottocento fu segnato dall’Unità nazionale, dallo sviluppo industriale e dall’emergere di nuove questioni sociali, tra cui il divario tra Nord e Sud. Sul piano culturale, il Naturalismo francese esercitò una forte influenza sugli scrittori italiani, e proprio in relazione a questo nacque il Verismo. Mentre il Naturalismo si concentrava su ambienti urbani e industriali, la narrativa verista privilegiava il mondo rurale e le problematiche del Mezzogiorno, elementi centrali nelle opere verghiane.
In Verga, il passaggio decisivo al Verismo si realizza con la novella Nedda (1874). Tra le altre novelle più significative si ricordano Rosso Malpelo (1878), La Lupa (1880) e La roba (1880), tutte caratterizzate da una forte attenzione alle dinamiche sociali e umane.
Per quanto riguarda i romanzi, i più importanti sono I Malavoglia (1881) e Mastro don Gesualdo (1889), nei quali emergono temi ricorrenti come la lotta per la sopravvivenza, il peso delle tradizioni, l’impossibilità di migliorare la propria condizione e una visione fatalistica dell’esistenza.
Verga si dedicò anche al teatro, adattando alcune sue novelle. Tra queste spicca Cavalleria rusticana, che ebbe grande successo anche grazie alla successiva trasposizione musicale realizzata da Pietro Mascagni.
Alla base della sua poetica vi è il desiderio di rappresentare la realtà in modo autentico, mettendone in luce contraddizioni e difficoltà. Questo intento si riflette in scelte stilistiche precise, come l’uso del discorso indiretto libero, che consente di entrare nei pensieri dei personaggi senza la mediazione esplicita del narratore, e nell’adozione di un linguaggio vicino al parlato, spesso influenzato dal dialetto, che rende la narrazione più immediata e credibile.
Verga morì nel 1922 nella sua città natale. Due anni prima era stato nominato senatore del Regno d’Italia.
Gli altri possibili autori nelle tracce della Maturità 2026
Come ci ricorda anche l’IA, nella scelta di alcune tracce della Maturità da parte del ministero dell’Istruzione sembrano incidere due criteri: gli anniversari e la regola dell’assenza.
Tra le ricorrenze letterarie del 2026 che potrebbero ispirare una o più tracce della prima prova si segnalano:
- 800 anni dalla morte di san Francesco D’Assisi;
- 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi;
- 120 anni anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Giosuè Carducci;
- 100 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura e i 90 anni dalla morte di Grazia Deledda;
- 100 anni dalla pubblicazione in volume di Uno, nessuno, centomila e 90 anni dalla morte di Luigi Pirandello;
- 100 anni dalla nascita di Dario Fo;
- 20 anni dalla morte di Oriana Fallaci.
A proposito di Oriana Fallaci, ricordiamo che tra le sue opere c’è La rabbia e l’orologio, scritta in risposta agli eventi dell’11 settembre 2001, di cui quest’anno ricorrono i 25 anni. Potrebbe essere un possibile spunto per affrontare il tema del terrorismo, magari nella traccia del tema di attualità.
Passiamo adesso alla cosiddetta "regola dell’assenza", secondo è più probabile l’uscita di autori assenti da tempo dalle prove d’esame. Da questo punto di vista, gli autori più papabili sono:
- Gabriele D’Annunzio, che nelle prove ordinarie è assente dal 1999;
- Umberto Saba, che nelle prove ordinarie manca dal 2000;
- Dante Alighieri, fuori dalle tracce dal 2007;
- Italo Svevo, che non compare dal 2009;
- Eugenio Montale, uscito l’ultima volta nel 2012;
- Italo Calvino, assente dal 2015;
- Giacomo Leopardi, presente l’ultima volta alla Maturità 2017 nella traccia di saggio breve.