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Gite scolastiche iStock

Gite scolastiche costose: raccolta fondi per far partire tutti

Le gite scolastiche in Italia costano molto e alcuni docenti, per non lasciare nessuno a casa, le hanno annullate: c'è chi ha pensato anche a collette

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Le gite scolastiche stanno diventando un lusso per molte famiglie. Sono tanti, infatti, gli studenti e le studentesse che non possono permettersi il costo delle uscite didattiche di uno o più giorni, previste nel piano formativo del percorso scolastico di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Non si tratta di vacanze, ma di veri e propri progetti didattici pensati anche per promuovere la socialità. Contro l’emergenza delle gite scolastiche troppo costose c’è chi ha pensato di promuovere la raccolta fondi per permettere a tutti di partire.

Le gite scolastiche sono sempre più costose

Le gite scolastiche sono diventate costose: la spesa media pro capite per un viaggio d’istruzione con pernottamento non sempre è affrontabile. La cifra è, infatti, aumentata rispetto all’anno scorso: si tratta di somme che spesso le famiglie non riescono ad affrontare, in un momento storico caratterizzato da rincari e caro vita. Per questo motivo molti studenti e molte studentesse sono "costretti" a rimanere a casa.

I costi per i viaggi d’istruzione sono diventati insostenibili e la situazione riguarda sia le uscite di un solo giorno, sia quelle che prevedono di stare lontani da casa per più giorni. Eppure si tratta di attività integrate con l’offerta scolastica, che servono ai singoli e alla classe come momento di arricchimento.

La scelta dei docenti di non lasciare studenti a casa

Molto insegnanti pur di non lasciare indietro nessuno hanno preso una decisione drastica: se non tutte le famiglie possono affrontare i costi dei viaggi d’istruzione, allora le gite non vengono organizzate. Non si vuole escludere nessuno studente e nessuna studentessa, preferendo evitare del tutto le uscite didattiche.

Di fronte a questa scelta, le opinioni sono, però, contrastanti. C’è chi è d’accordo con questi docenti, perché tutti hanno diritto a partecipare la gita e se qualcuno non può allora è meglio annullarla e chi, invece, preferirebbe fare in modo di includere tutti quanti nel progetto. La prima soluzione, sicuramente, è la più semplice e immediata, mentre per la seconda bisognerebbe rivedere da zero il sistema dell’organizzazione delle uscite didattiche.

La colletta online per le gite scolastiche

Per permettere a tutti di partecipare alle gite, c’è chi ha pensato alla colletta. L’Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Trieste, infatti, ha deciso di lanciare una raccolta fondi online, come spiegato a RaiNews da Andrea Corigliano, presidente del consiglio dell’istituto. "Chi volesse contribuire, c’è una pagina GoFundMe, si chiama ‘Ragazzi in viaggio’. È gestita da me, come presidente del consiglio d’istituto, ma è un’iniziativa di tutta la scuola. Chi avesse piacere, anche con un piccolo contributo, di aiutare questi ragazzi, lo ringraziamo".

L’obiettivo di questa raccolta è di raccogliere 1.600 euro, così da aiutare più famiglie possibili ad affrontare la spesa relativa alle gite scolastiche. Tanta la generosità già dimostrata dalla comunità: diversi cittadini hanno deciso di promuovere il diritto allo studio che si esprime anche con le uscite didattiche, che non sono delle vacanze, ma momenti formativi fondamentali nel percorso di crescita e di educazione di ragazzi e ragazze.