Gite scolastiche sempre più difficili, c'è un nuovo rischio
Perché le gite scolastiche sono sempre più difficili da organizzare: qual è il nuovo rischio individuato da Tina Gesmundo, preside di un liceo di Bari
Ciclicamente, durante i mesi di primavera, si torna a parlare del tema delle gite scolastiche. Tra costi elevati e pochi prof disponibili ad accompagnare le classi, i viaggi d’istruzione sono diventati sempre più difficili da organizzare. Per questo andrebbero ripensati, almeno secondo Tina Gesmundo, dirigente scolastica del liceo scientifico Salvemini di Bari, che un’intervista ha parlato anche di un "nuovo rischio" legato ai comportamenti degli studenti.
Qual è il "nuovo rischio" nelle gite scolastiche (per la prof)
Una studentessa di 15 anni è finita in coma etilico durante una gita scolastica a Ostuni dopo aver consumato alcol nascosto in una borraccia insieme ai compagni, tutti minorenni. Ed è proprio il consumo di alcol tra i giovanissimi a essere individuato come uno dei rischi principali dei nuovi tempi che corrono dalla preside Tina Gesmundo, intervistata da La Repubblica.
"In passato la preoccupazione più grande era evitare rapporti sessuali fra i ragazzi. Oggi c’è il tema delle trasgressioni alcoliche, sempre più diffuse", ha affermato la dirigente scolastica del liceo scientifico Salvemini di Bari. "Tant’è che prima che (gli studenti) partano a volte scherzo con loro: ‘Non mi fare sentire coma etilici che poi vi punisco’".
Questa è la sorte toccata alla classe in gita a Ostuni. Una volta rientrata l’emergenza, la preside ha disposto provvedimenti disciplinari nei confronti di tutti gli studenti coinvolti.
Perché le gite a scuola "vanno ripensate"
Secondo Tina Gesmundo, "serve ripensare" le gite scolastiche, così da adattarle ai tempi "indubbiamente cambiati". La preside ha individuato due questioni da attenzionare, una organizzativa e una economica.
Da un punto di vista organizzativo, la dirigente ha spiegato che sempre meno insegnanti sono disposti ad accompagnare in gita gli studenti "perché il carico di responsabilità è sempre maggiore". Un punto che avevano fatto notare sui social anche il professore poetasenzanomeecognome, con un post diventato virale, e il docente Enrico Galiano, intervenuto in un video con una provocazione diretta ai genitori.
Gesmundo ha evidenziato che, durante le gite, gli insegnanti "sono costretti a mantenere la guardia sempre molto alta", anche durante la notte. Così per la maggior parte di loro, portare i ragazzi in gita diventa "un atto donativo", che fanno "perché non vogliono deludere le aspettative dei loro studenti".
Come ripensare i viaggi d’istruzione? "Ad esempio premiando le classi più meritevoli, per comportamento e profitto", ha osservato Gesmundo. "E poi scegliendo programmi in linea con le esigenze educative e formative dei ragazzi". Stop dunque a "crociere o settimane bianche", via libera solo a "viaggi utili", ha aggiunto.
La dirigente scolastica si è concentrata anche sulla questione dei costi delle gite, diventate sempre più costose. Gesmundo ha specificato che i viaggi di scuola vengono organizzati in quanto "aggregatori", dunque "non devono creare disparità" tra gli studenti. Per questo, è necessario porre un "tetto etico", come lo ha chiamato la preside, "senza indebitare le famiglie". Scelta, questa, che è stata adottata dal liceo scientifico barese da lei diretto. Perché "se anche pochi ragazzi sono costretti a rinunciarvi per i costi, la scuola esce sconfitta", ha concluso Tina Gesmundo.