Salta al contenuto
Gino Cecchettin a Palazzo Marino Ipa

Giulia Cecchettin, il papà: "Educazione affettiva non è pericolo"

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Due anni fa Giulia Cecchettin è stata uccisa dall’ex fidanzato, Filippo Turetta, condannato all’ergastolo per il suo omicidio. Gino Cecchettin, papà della ragazza 22enne e presidente della Fondazione a lei dedicata, in un’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha parlato di educazione affettiva a scuola, lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni nell’anniversario della morte della sua Giulia.

Gino Cecchettin promuove l’educazione affettiva anche a scuola

“So bene che ci sono paure, resistenze e incomprensioni, ma vi assicuro che l’educazione affettiva non è un pericolo, è una protezione, non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge qualcosa a tutti: consapevolezza, rispetto e umanità”: queste le parole che Gino Cecchettin ha rilasciato in aula, come riportato dall’Ansa.

“Una scuola che non parla di affettività, di rispetto, di parità è una scuola che lascia soli i ragazzi di fronte a un mondo che grida messaggi distorti”, ha aggiunto poi il papà di Giulia, in occasione dell’audizione che si è svolta proprio a due anni dal femminicidio della giovanissima ragazza. Già in passato era intervenuto per affrontare questo argomento.

Gino Cecchettin ha spiegato in Commissione che “eventi come questi ti cambiano per sempre, non c’è futuro, ti viene tolto anche il futuro. Un futuro fatto di abbracci, di ricordi e di giornate che non ci saranno più. Che in qualche modo dovevo riempire”. Lui ha reagito e ha dato senso a quel dolore facendo nascere la Fondazione Giulia Cecchettin: “Non per coltivare la memoria del dolore, ma per trasformarla in impegno, perché se non cambiamo la cultura che genera la violenza, continueremo a piangere altre Giulie, altre famiglie, altre vite spezzate”, ha aggiunto.

Come Fondazione “crediamo che l’unica risposta duratura alla violenza sia educare al rispetto, all’empatia, alla libertà reciproca e questo può avvenire solo nella scuola, il luogo dove si formano le persone non solo gli studenti. Non si tratta di ideologia, ma di civiltà. Parlare di educazione affettiva significa insegnare ai ragazzi a conoscere se stessi, a gestire le emozioni, a riconoscere i confini e chiedere e dare consenso. Significa insegnare che l’amore non è possesso, che la forza non è dominio, che il rispetto è la base di ogni relazione”.

I progetti nelle scuole di Fondazione Giulia Cecchettin

In un’intervista rilasciata a La Stampa, il padre di Giulia Cecchettin ha spiegato quali sono i progetti della Fondazione dedicata alla figlia che lo hanno reso più orgoglioso. “I tantissimi progetti di formazione nelle scuole e nelle aziende, a partire da quelli che coinvolgono gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie“.

Il 57enne ha spiegato che continuano “a ricevere moltissime richieste, da parte dei dirigenti, per progetti di educazione all’affettività e alla sessualità. A Roma abbiamo aperto un centro antiviolenza, nato con la partnership con l’associazione Differenza donna. E stiamo facendo formazione anche tra gli operatori della polizia”.

In merito al lavoro con i genitori, Cecchettin ha spiegato che è difficile: “Coloro che prendono parte ai nostri incontri rivolti proprio ai genitori sono già i più virtuosi. Per questo, cerchiamo la platea larga delle aziende, dato che ogni lavoratore ha tendenzialmente una famiglia e può essere veicolo di formazione»”.

In questi mesi a sorprenderlo sono stati i tantissimi giovani “che si presentano agli incontri che organizziamo. Chiedono un futuro diverso, del quale sono loro i primi artefici. E poi ci sono ragazze che mi hanno confessato che, grazie a Giulia, hanno trovato la forza di denunciare. Sono sopravvissute, si sono salvate”.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!