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Stipendi e laurea iStock

Gli stipendi in Italia e le lauree che fanno guadagnare di più

Quali sono gli stipendi netti medi in Italia e quali sono le lauree che consentono di guadagnare un po' di più, a 1 e a 5 anni dalla discussione

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Quanto si guadagna in media in Italia? E quali sono le lauree che promettono di far guadagnare di più e di avere stipendi un po’ più alti? Un’indagine ha svelato i dati riguardanti le remunerazioni degli italiani, per chi ha conseguito un titolo di laurea. Si tratta di numeri in leggero aumento rispetto agli anni passati, anche se bisogna comunque fare i conti con l’inflazione degli ultimi periodi.

A quanto ammonta lo stipendio medio in Italia

Almalaurea ha diffuso una nota nella quale ha svelato quale lo stipendio medio del 2024 di chi ha conseguito una laurea triennale in Italia nel 2019. La busta paga, in questo caso, è di 1.770 euro netti al mese. Dopo due anni di dati in calo, soprattutto a causa dell’inflazione che è intervenuta a ridurre il potere d’acquisto, senza un adeguamento dei salari, abbiamo assistito a una piccola ripresa.

A un anno dalla laurea, chi ha un titolo triennale guadagna in media 1.492 euro netti al mese (+6,9% rispetto al 2023), mentre chi ha un titolo magistrale 1.488 euro (+3,1%). A cinque anni dalla discussione della tesi, invece, i laureati triennali arrivano a 1.770 euro (+2,9%) e i magistrali a 1.847 euro (+3,6%).

Si tratta di dati molto simili a quelli registrati nel 2021, che dimostrano che due anni di inflazione hanno influenzato molto i guadagni dei lavoratori e che è stato necessario un altro biennio per rimediare. Di fatto, siamo tornati indietro, senza migliorare, ma almeno recuperando il terreno perduto.

Secondo i dati Eurostat, in 20 anni il costo della vita è aumentato del 49% (la spesa del 60%, i trasporti del 74%, i costi della casa sono raddoppiati). Istat ha anche calcolato qual è la soglia di povertà assoluta, a seconda dei membri della famiglia adulti o minorenni: per due giovani con età compresa tra i 18 e i 29 anni che vivono a Milano e non hanno figli è di 1.608 euro, mentre a Roma di 1.419 euro. Con un bambino under 3 le soglie salgono rispettivamente a 1.774 e a 1.500 euro.

Quali sono le lauree utili a guadagnare di più

L’indagine ha anche svelato quali sono le lauree che permettono di guadagnare di più. Per quello che riguarda i laureati magistrali, va meglio a chi ha frequentato Ingegneria industriale e dell’informazione (1.783 euro a un anno dal titolo). Seguono i laureati in Informatica e tecnologie ICT (1,777 euro) e chi ha scelto facoltà a indirizzo medico-sanitario e farmaceutico (1.660 euro).

A guadagnare di meno, invece, sono i settori psicologico, giuridico per la magistrale, scienze motorie, letterario-umanistico e arte e design, fermi a circa 1.200 euro mensili. Fin dall’inizio della carriera il divario tra chi guadagna di più e chi guadagna di meno è di circa 600 euro netti al mese.

Il divario di salario tra donne e uomini

Un altro gap importante è quello che riguarda gli stipendi di uomini e donne. A un anno dalla laurea magistrale, i laureati di sesso maschile guadagnano il 13,5% in più delle laureate di sesso femminile: 1.597 euro contro 1.407. Dopo cinque anni, il divario è ancora più importante: la percentuale è del 16,8% di distacco (2.012 euro contro 1.722 euro).

A parità di condizioni, gli uomini guadagnano 59 euro in più al mese rispetto alle donne. Il gap non scompare, ma è lievemente inferiore per chi ha un contratto a tempo pieno e ha lo stesso lavoro dall’inizio: in questo caso la percentuale scende tra i magistrali all’8,6% a un anno dalla discussione della tesi e al 13,7% a cinque anni.