Gli zaini donati ai migranti a Trieste sono un caso: è polemica
59 zaini donati ai migranti hanno sollevato la polemica a Trieste: ecco cosa dicono i critici e come si difendono gli autori del gesto solidale
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Stanno facendo discutere a Trieste 59 zaini che sono stati donati in piazza Libertà ai migranti provenienti dalla rotta balcanica. Da questo gesto è nata una polemica: i critici hanno affermato che moltissimi studenti e studentesse triestini sono privi di uno zaino nuovo, non avendo potuto godere dello stesso spirito di altruismo. Gli organizzatori dell’iniziativa hanno però respinto le critiche che sono state mosse contro il loro operato in queste ore, rivendicando il carattere solidaristico e volontario della donazione.
La donazione di 59 zaini ai migranti
59 zaini sono stati donati a Trieste a persone migranti provenienti dalla rotta balcanica da parte dei membri di We will make it happen, gruppo Facebook privato al quale partecipano privati cittadini privati cittadini e dove si coordinano diverse ONG per portare avanti progetti di solidarietà. Si tratta di zaini di Decathlon del costo di 6,99 euro l’uno, come hanno specificato i volontari.
In quella stessa occasione sono state presentate anche altre campagne di raccolta di materiale scolastico per chi ne ha bisogno. Tra le iniziative citate ci sono la campagna "Regala un sorriso" di Pallacanestro Trieste, i buoni spesa offerti a chi è in difficoltà dall’associazione Nidvm, i sussidi cittadini italiani in condizioni di disagio in Friuli-Venezia Giulia garantiti dalla Fondazione Mario Morpurgo Nilma. Senza dimenticare la raccolta di zaini, astucci e altri accessori per la scuola promossa dall’Associazione Culturale Islamica di Trieste.
Negli ultimi tempi sono stati donati anche dei sacchi a pelo, che l’organizzazione no profit Food and warmth ha messo a disposizione di chi ha lasciato la propria terra per trovare un futuro migliore in un Paese straniero.
Le critiche alla donazione degli zaini a Trieste
Le polemiche alla donazione fatta in piazza a Trieste sono arrivate da Roberta Dambrosi. La consigliera della V circoscrizione e appartenente al Gruppo misto su Facebook ha affermato: "Siamo a settembre, domani inizia l’anno scolastico per tanti bambini e ragazzi e molti degli alunni dei nostri istituti non avranno lo zaino nuovo. Sappiamo tutti quanto sia difficile far quadrare i conti in famiglia e spesso uno zaino, anche se logoro, viene usato per 5/8 anni".
Dambrosi ha poi aggiunto nel post nel quale ha mostrato la foto di ringraziamento dell’associazione per il dono fatto: "Ora, che uno zaino sia indispensabile anche per gli alunni triestini credo sia lapalissiano. Che nessuna associazione se ne sia mai accorta è davvero sconfortante".
La replica degli ideatori dell’iniziativa
Giovanna Prati e Armando Bragas, fondatori di We will make it happen, hanno risposto alle polemiche affermando di non essere né un’associazione né un ente pubblico, ma solo un gruppo Facebook composto da privati cittadini. Con i loro soldi e il loro tempo decidono a chi destinare i loro gesti di solidarietà.
In risposta a Dambrosi, poi, hanno aggiunto che se dovessero mancare a ragazzi e ragazze delle scuole triestine gli zaini per iniziare l’anno scolastico, la domanda non dovrebbe essere rivolta a loro, ma all’amministrazione comunale.
Infine, hanno lanciato un appello affinché non vengano messi in competizione gli ultimi: hanno deciso di comprare quegli zaini per aiutare delle persone che sulla loro schiena si portano dietro tutta la loro vita in rotte migratorie non semplici da affrontare.