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Graduatoria Medicina, anomalia voti in 4 atenei: cos'è successo

Studio legale denuncia una "anomalia" nei voti in 4 atenei dopo la pubblicazione della graduatoria nazionale di Medicina: ecco cos'è successo

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Cambia il sistema d’accesso a Medicina ma restano le polemiche. La riforma Bernini, che ha introdotto il semestre filtro al posto del cosiddetto “quizzone”, non ha fermato il malcontento degli aspiranti camici bianchi. Anzi, in alcuni casi è stato ancora più forte. Dunque, come da prassi, anche la graduatoria di Medicina per l’anno accademico 2025-2026 è finita nel mirino di studenti, associazioni e studi legali. E c’è chi ha denunciato una “anomalia” nei voti in 4 atenei italiani. Vediamo insieme cosa è successo.

Cosa è successo in 4 atenei: “anomalia” nella graduatoria di Medicina

“Caro ministro Bernini, ma com’è che non aveva imbrogliato nessuno, che non c’erano i telefonini, che nessuno aveva barato il 20 novembre e il 10 dicembre? È uscita la graduatoria, e vi racconterò una storia che al ministro non farà piacere ascoltare”. Inizia così la denuncia via social dell’avvocato Francesco Leone dello studio legale Leone-Fell, che fa parte del comitato Medicina Senza Filtri, fin dall’inizio molto critico nei confronti della riforma Bernini.

L’avvocato ha proseguito: “Stesso test nazionale, stesse domande, stessi giorni, eppure i punteggi più alti non sono distribuiti in maniera equa. Si concentrano, guarda un po’, sempre nelle stesse città: Napoli, Bari, Catania e Catanzaro“.

Leone ha specificato che la sua denuncia “non vuole essere un’accusa”, ma, ha sottolineato, “una chiara anomalia statistica c’è“. E, ha aggiunto, “quando i numeri non tornano, la legge impone una verifica molto attenta. Perché, bada bene ministro, il merito senza parità di condizioni, non è merito ma illegittimità”.

Il legale ha concluso: “Caro ministro Bernini, ci vediamo in tribunale“.

Anche nel 2024, seppur con un sistema d’accesso a Medicina diverso, si era verificata una situazione simile. In quell’occasione, le università finite nel mirino delle polemiche erano quelle di Napoli e Palermo, dove un’alta percentuale di studenti aveva ottenuto i punteggi massimi finendo in cima alla graduatoria.

Il sospetto, ieri e oggi, è che in alcuni atenei sia stato più facile copiare a causa della carenza di controlli.

Perché è atteso un boom di ricorsi per la graduatoria di Medicina

Credo sia impensabile che si prendano voti alti solo in questi 4 atenei (Napoli, Bari, Catania e Catanzaro)”, ha ribadito Francesco Leone intervistato da Fanpage.it.

Peraltro, alla Federico II di Napoli e all’Università di Catania sono stati individuati i due test del primo appello del semestre filtro finiti sui social.

“Nelle settimane scorse – ha continuato Leone – abbiamo chiesto alla ministra Bernini di mettere i metal detector all’ingresso delle facoltà per evitare imbrogli, poi sono usciti video e foto degli stessi, che lei ha liquidato. Ora c’è un dato matematico: la formazione è stata identica, le prove erano identiche, per cui la statistica vorrebbe una distribuzione più equa dei punteggi, cosa che non è successa“.

Anche per questo, lo studio legale Leone-Fell è al lavoro per fare ricorso. “Chiederemo l’immatricolazione in sovrannumero alla prima sede scelta dai ragazzi”, ha specificato Francesco Leone evidenziando che “ci sono precedenti al Consiglio di Stato che lo consentono”. L’avvocato ha concluso: “Ci sono violazioni procedurali talmente gravi che potrebbero portare all’annullamento dell’intera procedura“.

Anche il network legale Consulcesi & Partners è pronto al reclamo contro la graduatoria di Medicina, da questo definita “compromessa e tutt’altro che improntata al merito”.

Infine, l’Unione degli universitari (Udu), insieme allo studio legale Bonetti & Delia, ha preparato un ricorso collettivo “per consentire l’ammissione in prima sede di tutti gli studenti pregiudicati dal sistema e dalle decisioni ministeriali”. Sarà possibile sottoscrivere il ricorso entro il 15 gennaio.