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Grembiuli di scuola nel paniere Istat 2026, cosa cambia iStock

Grembiuli di scuola nel paniere Istat 2026: cosa cambia

L'Istituto Nazionale di Statistica ha adeguato gli strumenti per misurare il costo della vita, nel paniere 2026 sono entrati i grembiuli scolastici

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Con l’inflazione, i cambiamenti economici e le modifiche degli stili di vita, ogni anno l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) adegua il paniere per la rilevazione dei prezzi al consumo. Dal 2026, tra i nuovi prodotti sono entrati anche i grembiuli per la scuola.

Come cambia il paniere Istat 2026 con i grembiuli di scuola

L’aggiornamento del campione di riferimento che compone il paniere Istat 2026, tiene conto sia dell’evoluzione di norme e classificazioni, sia dell’evoluzione dei comportamenti di consumo. L’obiettivo è sempre quello di garantire che il modello sia il più rappresentativo possibile della spesa per consumi delle famiglie italiane.

Tra i nuovi prodotti di quest’anno entrano i grembiuli di scuola, i kit di videosorveglianza e gli articoli da campeggio. Ma anche ambulanze private, antivirus e accessori per l’abbigliamento.

Proprio le uniformi scolastiche, che comprendono i grembiuli per bambini, o gli accessori per l’abbigliamento, al cui interno vengono rilevati i filati per maglia e uncinetto, sono i principali elementi di novità che accrescono la copertura delle spese per consumi delle famiglie.

L’istituto ha anche deciso di monitorare i costi della cancelleria essenziale, inserendo voci come l’album da disegno e la gomma da cancellare. Nel paniere Istat 2026 è entrato pure il contributo volontario scuola secondaria di primo grado, una spesa ben nota a molte famiglie italiane.

Cosa pensano gli insegnanti dei grembiuli a scuola

Intanto prosegue il dibattito sull’utilità di far indossare i grembiuli a scuola. Nel 2025 una scuola primaria di Palermo, in Sicilia, ha ricevuto una lettera in cui si chiedeva di poter smettere di indossare la divisa scolastica perché scomoda.

In alcune scuole, per esempio a Milano, il grembiule non si usa perché sarebbe una spesa in più per le famiglie che non hanno abbastanza capacità economica per comprare i vestiti per il quotidiano.

In altri istituti scolastici, invece, la divisa scolastica è obbligatoria per evitare di fare emergere le differenze sociali e preservare gli abiti dai materiali che si usano durante le attività didattiche come colori, plastilina e colla.

Sostegni alle famiglie, le misure per la scuola

Gli articoli per la scuola come i grembiuli e gli album da disegno sono entrati nel paniere Istat 2026 perché rappresentano una spesa importante per le famiglie.

Per sostenere i nuclei meno abbienti, nella Manovra 2026 sono stati inseriti alcuni supporti come un incremento del fondo per le borse di studio, con uno stanziamento aggiuntivo di 250 milioni di euro che ha l’obiettivo di sostenere la mobilità e il diritto allo studio.

Per le famiglie con redditi medio-bassi, è stato inoltre istituito un fondo da 20 milioni di euro annui destinato ai Comuni al fine di erogare contributi per l’acquisto dei libri di testo delle scuole superiori, anche in formato digitale.

I contributi sono rivolti ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 30mila euro.

Infine è stato istituito il Bonus Valore Cultura, una carta destinata ai giovani che, a partire dal 2026, conseguono il diploma entro i 19 anni.

L’agevolazione permette di acquistare beni e servizi culturali come biglietti per cinema e teatro, libri, abbonamenti a quotidiani e periodici anche digitali, musica registrata, strumenti musicali, ingressi a musei e mostre, oltre a corsi di musica, danza, teatro o lingue straniere.