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Hotel adults only, la polemica del pedagogista Novara

"Hotel adults only al limite della legalità": la polemica del pedagogista Daniele Novara sugli alberghi riservati agli adulti e vietati ai bambini

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Quando vanno in vacanza, sempre più persone cercano strutture ricettive pensate esclusivamente per ospiti adulti, i cosiddetti hotel adults only. Si tratta di alberghi con una soglia d’età per l’accesso, che generalmente va dai 14, 18 o 21 anni in su, e modellano la loro offerta sulle esigenze di un pubblico adulto. Qui i bambini non possono entrare. Una scelta che si sta diffondendo in diverse località turistiche, soprattutto nelle strutture orientate al benessere e al relax. Da qui nasce la polemica del pedagogista Daniele Novara, che in un post ha denunciato quella che considera una nuova forma di disattenzione sociale verso l’infanzia, inserendo il fenomeno in un quadro più ampio di trasformazioni demografiche e culturali.

La critica di Daniele Novara sugli hotel adults only

"I bambini e le bambine in questo momento non se la passano bene. Il calo demografico li rende una popolazione minoritaria, in percentuale inferiore persino rispetto agli ultraottantenni", ha esordito Daniele Novara nel post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Secondo il pedagogista la diminuzione della popolazione infantile si accompagna a una crescente disattenzione nei loro confronti: "Più il loro numero diminuisce, più la disattenzione cresce – ha scritto -. La dimensione dell’infanzia sta perdendo il primo posto nei desideri delle famiglie" e nell’immaginario collettivo.

Per Novara questo cambiamento si riflette anche nelle scelte del mercato turistico, che registra un aumento delle strutture ricettive riservate alle persone adulte, presentate come luoghi più tranquilli e silenziosi.

Il pedagogista ha raccontato di aver cercato un hotel per le vacanze da trascorrere con i suoi nipotini, e di essersi imbattuto negli hotel adults only, "riservati esclusivamente agli adulti in senso anagrafico, dove non è prevista la presenza di bambini", ha puntualizzato. La "giustificazione" dell’esistenza di questi alberghi, scrive Novara, è "il voler creare un ambiente di relax assoluto, garantendo una vacanza libera dagli schiamazzi e dai giochi tipici degli alberghi family friendly".

Cosa dovrebbero fare le istituzioni secondo il pedagogista

"In Italia, il numero di queste strutture ricettive vive un aumento considerevole", ha osservato Novara, aggiungendo: "Non si capisce se siamo al limite della legalità o dentro un film che nessuno vorrebbe vedere".

Per spiegare la sua posizione, ha fatto un esempio: "Faccio una pura e semplice constatazione: se un albergo si definisse disability free si avrebbe un’insurrezione e l’immediato intervento della magistratura, poiché una tale limitazione verrebbe considerata discriminante nei confronti delle persone con disabilità".

Novara ha insistito sulla questione della diminuzione delle nascite sottolineando che, di fronte a questo scenario, "diventa difficile pensare al calo demografico come a una pura e semplice questione economica, sociologica o altro".

Per l’esperto, la riduzione della popolazione infantile richiede una riflessione più ampia, che coinvolga anche il modo in cui la società percepisce e rappresenta i bambini. A suo avviso serve un impegno pubblico per ricostruire un immaginario positivo attorno ai bambini, restituendo centralità alla loro presenza e al loro ruolo. Da qui il suo appello: "Le istituzioni dovrebbero aiutare a ricostruire un immaginario positivo nei confronti dei più piccoli", ha concluso il pedagogista Daniele Novara.