Essere genitori oggi: seguono i figli a scuola fino alla Maturità
Il Censis ha pubblicato il rapporto "Essere genitori oggi" con un'analisi approfondita sul ruolo dei genitori durante il percorso formativo dei figli
I genitori di oggi sono più attenti e presenti all’interno della scuola. Seguono i figli e controllano il loro andamento scolastico quasi in tempo reale, anche grazie a strumenti come il registro elettronico. Spesso interagiscono con gli insegnanti e con la dirigenza scolastica. Il Censis ha pubblicato il rapporto "Essere genitori oggi" nel quale analizza la presenza di madri e padri nel percorso dei figli fino alla Maturità.
Il Rapporto Censis sull’essere genitori oggi
A maggio 2026 l’istituto di ricerca socio economica Censis ha pubblicato il rapporto "Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana".
Lo studio ha osservato che madri e padri hanno una presenza molto più diretta e pervasiva con i referenti scolastici rispetto al passato. Il paragrafo 11 del documento evidenzia come la "delega in toto" agli insegnanti, che è stata tipica di epoche passate e anche di quelli che oggi sono genitori, è stata definitivamente abbandonata.
Madri e padri sono sempre più protagonisti all’interno della scuola e seguono il percorso dei figli almeno fino alla Maturità.
Il Censis ipotizza che la causa di questo protagonismo dei genitori sia data da una strutturale crisi di reputazione sociale dell’istituzione scuola e del corpo docente.
Eppure gli insegnanti di oggi si trovano a fronteggiare sfide epocali come colmare lacune strutturali e relazionarsi con generazioni che utilizzano codici socioculturali radicalmente diversi dai propri.
La fiducia dei genitori negli insegnanti
Nonostante si tenda a pensare a un conflitto perenne tra genitori e insegnanti, in realtà il rapporto certifica che la fiducia resta alta. Il 72,4% dei genitori dichiara di fidarsi di maestri e professori. Questo sentimento è particolarmente forte tra i genitori più anziani (80,4%) e tra i laureati (73,4%), mentre scende leggermente tra i genitori più giovani (67,3%).
La fiducia tende a crescere con l’aumentare dell’età dei genitori, per esempio nella fascia d’età tra 18-44 anni, il 67,3% si fida degli insegnanti dei figli; tra i 45-54 anni la quota sale al 74,6% e tra i 55 e 64 anni tocca l’80,4%. A incidere è anche il livello d’istruzione con la percentuale più bassa tra madri e padri con solo la licenza media (65,6%) e più alta tra diplomati (72,3%) e laureati 73,4%.
Al Nord la fiducia è alta, tra il 70 e il 77% a seconda delle aree, mentre al Centro si registra il valore più basso con il 66,7%.
Nonostante la tendenza di alcuni genitori a invadere ambiti didattici, solo una minoranza ritiene che gli insegnanti diano troppe responsabilità alle famiglie (26,1%) o che abbiano pretese eccessive verso i figli (21,2%).
La principale richiesta dei genitori è essere informati, l’87,6% esige di essere aggiornato puntualmente su voti e verifiche.
I genitori e l’intelligenza artificiale
Riguardo all’intelligenza artificiale, emerge un paradosso. I genitori sono i primi a fornire smartphone e accesso ai social ai figli in età precocissima, ma il 66,7% di loro ritiene che l’uso dei cellulari debba essere proibito nelle classi.
Il 32,5% dei genitori riferisce poi che i figli utilizzano l’Intelligenza Artificiale per farsi aiutare nei compiti a casa. Il Rapporto segnala infine che il "proibizionismo pure" rispetto alla tecnologia può rappresentare un rischio e che la vera sfida sarà regolare il digitale per massimizzarne le opportunità didattiche, azzerandone gli effetti anti educativi.