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I giovani di oggi invecchiano più in fretta: lo studio iStock

I giovani di oggi invecchiano più in fretta: lo svela uno studio

I nati tra il 1990 e il 1999 presentano un invecchiamento superiore ai nati tra il 1965 e il 1969, lo rivelano i dati su oltre 150mila persone

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

I giovani di oggi hanno più comodità e possono scegliere tra una grandissima moltitudine di cose da fare, anche l’alimentazione è migliore rispetto al passato, eppure uno studio ha rivelato che invecchiano di più delle generazioni precedenti. Per ragioni ancora da chiarire, il loro orologio biologico corre più veloce rispetto a quello di chi è nato solo pochi decenni fa e potrebbe aumentare il rischio di sviluppare tumori a insorgenza precoce.

I giovani stanno invecchiando più in fretta

Uno studio condotto su oltre 160.000 persone di tre generazioni diverse dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St ha notato che i giovani di oggi presentano un invecchiamento sistematico superiore rispetto al passato.

Lo studio è stato guidato dall’epidemiologa Yin Cao che ha analizzato i dati di oltre 154.000 giovani adulti provenienti dalla UK Biobank (un ampio database biomedico britannico contenente dati biologici, sanitari e sullo stile di vita) e di oltre 10.000 individui negli Stati Uniti partecipanti al programma di ricerca ‘All of Us’ dei National Institutes of Health (Nih).

L’analisi di specifici biomarcatori nel sangue ha dimostrato che gli individui nati nel Regno Unito tra il 1965 e il 1974 presentano un invecchiamento sistemico superiore a quelli nati tra il 1950 e il 1954. Una situazione simile è stata riscontrata anche tra gli statunitensi: i nati tra il 1990 e il 1999 presentano un invecchiamento sistemico superiore ai nati tra il 1965 e il 1969.

I rischi dell’invecchiamento dei giovani

Questo invecchiamento accelerato nel gruppo più giovane si associa a un aumento dell’8% del rischio di tumori solidi a insorgenza precoce, in particolare tumori del polmone, del tratto gastrointestinale e dell’utero.

Quando i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi in base al loro livello di invecchiamento sistemico, coloro che presentavano l’invecchiamento più avanzato avevano un rischio maggiore del 15% di sviluppare tumori solidi a esordio precoce rispetto a coloro che presentavano l’invecchiamento meno avanzato.

I ricercatori hanno anche scoperto che un invecchiamento avanzato del sistema immunitario è associato a un aumento del rischio di cancro al polmone a esordio precoce, e che un invecchiamento avanzato del tessuto adiposo è associato a un aumento del rischio di cancro del colon-retto a esordio precoce.

L’educazione sanitaria a scuola

Da un paio di anni si discute sull’introdurre l’educazione sanitaria a scuola. Per l’infettivologo Matteo Bassetti, sarebbe "fondamentale perché i ragazzi a scuola si formano non solo dal punto di vista culturale, ma anche dal punto di vista di quello che saranno, come padri, madri, come cittadini e persino come consumatori. Quindi non c’è solo la cultura, che certamente è importante, da insegnare ai più giovani, ma anche l’educazione alimentare, alla salute, sessuale".

Nel 2025 in Parlamento è stato presentato un disegno di legge per introdurre l’educazione alla salute a scuola. L’obiettivo del progetto legislativo è quello di rendere l’educazione alla salute parte integrante dell’insegnamento a partire dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori con l’intento di formare persone capaci di scelte consapevoli per la propria salute e quella della collettività. Per prevenire l’invecchiamento è infatti necessario mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato, avendo cura del proprio stato fisico e psichico.