Salta al contenuto
valditara e galiano ANSA

I metal detector a scuola sono un caso: Galiano contro Valditara

La polemica social del prof Enrico Galiano contro la proposta del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara di mettere i metal detector a scuola

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Dopo la morte dello studente di La Spezia, ferito a morte con un coltello da un compagno di classe, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto di installare metal detector a scuola. Una misura che ha alimentato il dibattito pubblico che si è sviluppato attorno alla tragica vicenda. Sul caso è intervenuto anche il prof e scrittore Enrico Galiano, che si è schierato contro la proposta del ministro.

Polemica di Galiano contro Valditara sui metal detector a scuola

Mettere i metal detector nelle scuole italiane considerate a "maggior rischio": è la proposta avanzata dal ministro Valditara all’indomani della morte dello studente accoltellato in classe da un compagno all’Istituto professionale Einaudi‑Chiodo di La Spezia.

"Mettere a scuola i metal detector e non le ore di educazione affettiva è come togliere le lezioni di guida e poi alzare le multe", ha commentato il professore Enrico Galiano sui social, richiamando un argomento che gli sta molto a cuore, ovvero quello dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane.

Nel suo post, accompagnato da una foto condivisa dal ministro Valditara con la scritta "Educhiamo i giovani al rispetto. Metal detector negli istituti a rischio", Galiano ha proseguito con una serie di similitudini.

"Mettere a scuola i metal detector e non le ore di educazione affettiva è come curare la febbre rompendo il termometro. È come vietare lo spazzolino da denti e poi andare di trapano.
È come non lavarsi e cospargersi di deodorante. È come mettere la polvere sotto il tappeto.
È come mettere il cartello ‘attenti alla buca’ al posto di chiudere la buca".

"Chissà, forse così si capisce", ha concluso l’insegnante.

Cos’ha detto Valditara sui metal detector a scuola

"È diventata una moda quella di acquistare coltelli, anche online. Questa abitudine va stroncata.
Nelle scuole in cui vi siano particolari problematicità su richiesta del preside e d’intesa con il prefetto si devono installare metal detector", ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in un’intervista al Giornale.

Ma questo non basta, secondo Valditara. Quel che serve davvero, a suo avviso, è una "rivoluzione culturale". Secondo il ministro, "veniamo da 50 anni di teorie sociologiche e pedagogiche", che con gli "slogan ‘vietato vietare‘ e l’idea che i no fossero repressivi […] hanno creato molti danni".

In questo contesto, ha proseguito, "i giovani hanno perso i punti di riferimento. A partire dalla famiglia". Per Valditara è dunque necessario "ridare autorevolezza ai genitori", superando sia il modello del "genitore amico" sia quello del "genitore sindacalista". E ricordando che "il ruolo del genitore non può essere delegato al cellulare".

Cellulare che il ministro ha voluto bandire dalla scuola anche perché i social hanno avuto un impatto "molto negativo" sulle nuove generazioni: "Questa carica di violenza, talvolta di odio, persino la diffusione di cattive pratiche si matura sui social".

Quanto alla scuola, Valditara individua nel tema del rispetto la priorità assoluta: "Dobbiamo riuscire ad educare i giovani al rispetto verso le persone, verso le cose, verso le regole. Al rispetto dell’altro e della comunità in cui si vive. E al rispetto dell’autorità", ha concluso.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!