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Giuseppe Valditara, ministro Istruzione e del Merito Ipa

IA a scuola, la lettera del ministro dell'Istruzione Valditara

Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, ha risposto tramite una lettera a un articolo pubblicato in merito all'IA a ascuola

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha inviato una lettera a Claudio Cerasa, direttore del giornale Il Foglio, che l’ha pubblicata e ha anche dato risposta. Il ministro è intervenuto per rispondere, punto per punto, a quanto pubblicato dal quotidiano in un articolo firmato da Pietro Guastamacchia: l’approfondimento parlava dell’uso dell’intelligenza scolastica a scuola. Ecco cosa ha detto Valditara in merito.

La lettera di Valditara sull’IA a scuola

Giuseppe Valditara ha scritto una lettera al direttore del quotidiano, in merito all’articolo pubblicato dal Foglio Europeo a firma di Pietro Guastamacchia, dal titolo “Una nuova compagna di classe. L’intelligenza artificiale può essere un’alleata di studenti e professori, uno strumento di consapevolezza. Serve un’educazione alla tecnologia, come in Estonia. L’Italia non ce l’ha proprio”.

Valditara ha voluto fare qualche piccola precisazione, spiegando le novità già introdotte a scuola per quello che riguarda l’intelligenza artificiale e l’educazione digitale. “A settembre 2024 nelle nuove linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica sono diventati obiettivi di apprendimento l’educazione digitale, l’AI e l’uso corretto delle nuove tecnologie digitali”.

Il ministro ha spiegato che l’Italia è “tra i primi paesi in Europa ad aver avviato in via sperimentale l’uso della AI allo scopo di personalizzare la didattica“. Inoltre, “quasi tutti i paesi europei stanno seguendo il nostro (e non solo nostro) esempio di vietare il cellulare in classe“.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha anche ricordato un appuntamento importante in tal senso, dall’8 al 13 ottobre 2025 a Napoli, con il primo summit internazionale su AI e scuola, e ha sottolineato che il suo ministero ha speso 2,1 miliardi per digitalizzare le scuole: “Eravamo a un rapporto di 1 device ogni 6 studenti nell’anno scolastico 2021/2022, dovremmo avvicinarci a un rapporto di 1 device ogni 2 studenti nell’anno scolastico 2025/2026 grazie a tutti gli investimenti sulla digitalizzazione delle scuole”, ha precisato.

“Dall’inizio di questo governo a oggi abbiamo speso 450 milioni per la formazione digitale dei docenti. Come si vede, l’Italia è non solo consapevole ma protagonista delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale e in generale le nuove tecnologie possono avere nella didattica”, ha concluso poi nella sua missiva.

La risposta del direttore de Il Foglio a Valditara

Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha risposto alla lettera del ministro ringraziandolo per gli appunti e gli spunti. “In Estonia, tutte le scuole sono collegate a internet dal 1997, il rapporto device/studenti è vicino a 1:1 e il programma AI Leap darà entro il 2027 un account di intelligenza artificiale a 58 mila studenti e 5 mila docenti. L’Estonia, forse non a caso, è prima in Europa nei test Pisa per matematica, scienze e lettura, mentre l’Italia si muove nella fascia medio-bassa Ocse, poco sopra Grecia e Slovacchia”, ha ricordato il giornalista

“In Finlandia l’alfabetizzazione digitale comincia durante il periodo dell’infanzia”, ha aggiunto poi il direttore nella sua analisi: “I bambini sotto i sei anni imparano già a distinguere i contenuti reali da quelli sintetici, metà dei giovani segue corsi online (contro il 24 per cento della media Ue) e un piano da 5 miliardi porta reti veloci e strumenti di AI in ogni scuola”.

E nel nostro Pase? “In Italia ci sono certamente sforzi interessanti, come quelli che ha elencato, ma sarebbe bello che l’Italia diventasse un modello per quello che fa, non per quello che vieta. Grazie, un caro saluto e in bocca al lupo”.

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