IA entra nei programmi scolastici, svolta matematica: cosa cambia
Il governo ha varato un pacchetto di misure che inserisce l'IA nei programmi scolastici: tra formazione e svolta matematica, ecco cosa cambia
L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nei programmi scolastici. Il 10 giugno il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare i decreti attuativi della legge 132/2025, un pacchetto che delinea il quadro normativo nazionale sull’IA adeguandolo all’AI Act europeo. Con questi provvedimenti il governo disciplina l’utilizzo dell’IA in vari settori, compresa la scuola. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha anche parlato di una svolta per l’insegnamento della matematica. Vediamo cosa cambia a scuola con la nuova normativa.
- Cosa prevede il decreto sull'IA per la scuola
- Valditara spiega come entra l'IA nei programmi scolastici
- Cos'ha detto Valditara su insegnamento della matematica e IA
Cosa prevede il decreto sull’IA per la scuola
"Nella scuola l’intelligenza artificiale entra stabilmente nei percorsi educativi come contenuto da conoscere e come strumento per innovare la didattica", hanno spiegato dal governo. La formazione è definita come "la condizione abilitante della strategia nazionale sull’IA": non un "addestramento tecnico", ma un'"alfabetizzazione critica" che sviluppi consapevolezza sui rischi, capacità di interpretare i prodotti generali e la responsabilità nell’uso della stessa.
Nel dettaglio, la nuova normativa prevede:
- l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali (ex programmi scolastici) del secondo ciclo per integrare tecnologie avanzate e IA generativa nei percorsi di studio;
- l’inserimento dell’IA nell’educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale;
- il rafforzamento delle competenze STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e dell’orientamento scolastico, per accompagnare gli studenti verso scelte formative e professionali in linea con le trasformazioni tecnologiche;
- la formazione stabile degli insegnanti sul funzionamento dei sistemi, sui rischi di errore e distorsione, sulla tutela dei dati e sull’uso responsabile dell’IA.
A supporto delle scuole nasceranno comitati tecnico‑etici territoriali con funzioni di indirizzo pedagogico, che dovranno accompagnare le sperimentazioni didattiche e contribuire all’aggiornamento dei regolamenti di istituto per garantire un uso sicuro e verificabile dell’IA.
Inoltre, una parte del provvedimento affronta l’emergenza educativa legata all’abuso di social media e piattaforme digitali: è previsto un piano da 100 milioni di euro per formare i docenti nella prevenzione di rischi, dipendenze digitali e condizionamenti algoritmici, con il coinvolgimento delle famiglie per promuovere il benessere digitale dei minori.
Le misure si estendono infine alla formazione degli adulti, con percorsi strutturati di alfabetizzazione digitale e riqualificazione professionale, e agli ITS Academy, dove l’IA diventerà parte integrante dell’offerta formativa.
Valditara spiega come entra l’IA nei programmi scolastici
"Il nostro è un intervento a 360 gradi che tiene conto, fra l’altro, anche di alcune misure che avevamo già avviato negli anni scorsi", ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara nella conferenza stampa di presentazione delle nuove misure sull’intelligenza artificiale.
Valditara ha proseguito: "Occorre innanzitutto educare, formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all’intelligenza artificiale, rischi legati all’utilizzo dei social, rischi legati all’utilizzo dei devices. Poi c’è tutto il tema dei risvolti etici connessi con l’intelligenza artificiale, e questo è il primo punto di intervento".
Il secondo punto, ha spiegato, riguarda il potenziamento delle competenze scientifiche di studenti e docenti attraverso l’uso dell’IA, il terzo l’orientamento dei giovani per "una scelta consapevole dei percorsi successivi" alla scuola, con particolare attenzione alle discipline STEM.
Un capitolo "molto significativo" riguarda le nuove Indicazioni nazionali: "Nel curricolo formativo l’intelligenza artificiale entra in modo esplicito, forte, prepotente per quanto riguarda i licei – ha precisato il ministro -. Per quanto riguarda le scuole elementari, vi sono dei cenni che già abbiamo inserito nelle Indicazioni nazionali del primo ciclo, innanzitutto abituare il bambino al linguaggio dell’intelligenza artificiale", come per esempio "conoscere che cosa voglia dire algoritmo".
Valditara ha poi ricordato la sperimentazione per la personalizzazione della didattica, avviata in quattro regioni (Calabria, Lazio, Toscana e Lombardia) con l’obiettivo di affiancare agli studenti assistenti virtuali capaci di adattare i percorsi di studio ai loro bisogni. Il progetto sarà ora esteso ad altri territori, tra cui la Campania, in cui saranno coinvolti circa 20mila ragazzi. I primi dati, ha riferito il ministro, mostrano che "gli apprendimenti sono migliorati di un punto rispetto all’insegnamento tradizionale e quindi questa è una prospettiva certamente interessante".
Sul fronte dell’educazione civica, Valditara ha segnalato che il 67% delle scuole ha già attivato percorsi dedicati ai rischi legati all’IA.
Cos’ha detto Valditara su insegnamento della matematica e IA
Nel presentare i provvedimenti, Giuseppe Valditara ha insistito sul rapporto tra matematica e intelligenza artificiale. "Aggiungo, fra l’altro, due notazioni importanti, proprio perché è fondamentale una nuova visione della matematica, in particolare della matematica, per questa strettissima connessione tra matematica e intelligenza artificiale".
Nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei, ha ricordato, "abbiamo lanciato quella che ho definito la rivoluzione della matematica, con una forte modifica dei percorsi formativi".
Le nuove Indicazioni affrontano esplicitamente il tema dell’IA, affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi intelligenti.